mercoledì 2 gennaio 2013

Occupazione femminile, il lavoro part time è più vantaggioso

L’occupazione femminile risente di numerosi problemi e nella maggior parte del paese d’Europa, perché aziende e società hanno non poche riserve nell’assumere lavoratrici nella fascia d’età tra i 26 e i 35, che potrebbero con periodi di maternità e malattia, essere un tassello non efficiente nel meccanismo produttivo.  Le ricerche, almeno per quanto riguarda il benessere delle donne, dicono tutt’altra cosa. Secondo uno studio dell’Università del North Carolina, infatti, su un campione di 1360 donne, sotto osservazione per un anno, coloro che lavoravano un numero di ore inferiore a 32 ogni settimana, ovvero le lavoratrici part time, risultano essere più sane, felici e resistenti allo stress. ù

Le mamme a tempo pieno, invece, mostravano una salute precaria e sintomi di depressione, stanchezza e stress. Le lavoratrici part time, sono una risorsa perché più produttive e meno soggette ad assenze per motivi di salute. C’è di più. Gli autori dello studio hanno sollecitato la concessione di benefit ed incentivi alle lavoratrice part time da parte dei loro datori di lavoro, in quanto rappresentano una riserva di forza lavoro da non sottovalutare.

Anche la qualità della vita familiare delle donne che lavorano a tempo parziale è ottima. Riescono a seguire le attività pomeridiane dei propri figli (sport, compiti, rapporti, sociali) e trascorrono con loro lo stesso numero di ore che vi passano le madri full time (casalinghe o in attesa di impiego) con una qualità più alta. Un po’ più precaria è la situazione delle mamme che lavorano a tempo pieno.

Sembra che queste trascorrano poco tempo con la famiglia, ma il loro stato di salute è comunque migliore rispetto alle mamme che hanno solo la cura della casa e dei figli cui badare, anche se comunque le lavoratrici a tempo pieno hanno qualche piccolo problema relazionale in più con la propria famiglia. Insomma, la condizione ideale, per aziende e famiglie, è quella per le lavoratrici madri, del tempo parziale. Un dato su cui riflettere per migliorare le condizioni dell’occupazione femminile.

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