venerdì 21 dicembre 2012

Come curare il sonnambulismo?

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno che colpisce in maggior misura i bambini, ma interessa anche una grossa fetta di soggetti adulti. Si tratta di una sorta di risveglio parziale, in cui il dormiente riesce ad alzarsi e a camminare, spesso compie azioni abituali, come andare da una stanza all’altra, sedersi o afferrare un oggetto.  In alcuni casi il soggetto affetto da sonnambulismo può anche imitare gesti come il lavarsi o il mangiare o anche parlare.

Questo si verifica nel primo stadio del sonno quello che precede la fase r.e.m. (rapid eye movement) caratterizzata da una intensa attività onirica. Secondo alcune ricerche questo problema può essere causato da difficoltà dell’apparato respiratorio, sovrappeso o ingrossamento delle adenoidi. E’ nell’infanzia che si manifestano i primi episodi di questo disturbo e molto spesso tendono a diminuire fino a scomparire del tutto in età adulta. E’ possibile però che il sonnambulismo si manifesti per la prima volta in età matura, sottraendo sonno e riposo e abbassando il livello di qualità della vita. In questi casi è difficile che scompaia spontaneamente, pertanto è necessario rivolgersi a strutture specializzare nel trattamento dei disturbi del sonno.

In questi centri viene eseguito un esame particolare per individuare la tipologia e la gravità della parasonnia, chiamato polisonnografia. Si tratta di una osservazione costante delle varie del sonno, volta a individuare, con strumenti adeguati, l’entità della patologia. Infatti, i medicinali che curano i disturbi del sonno, hanno effetti collaterali non trascurabili e bisogna farne uso solo in casi in cui il sonnambulismo costituisca una condizione invalidante nella vita quotidiana. Casi non gravi possono essere trattati con benzodiazepine e triptofano che riducono la profondità del sonno.

Un caso a sé è quello rappresentato da alcune forme particolari di epilessia, che si manifestano con crisi notturne durante le quali il soggetto può urlare e compiere movimenti inconsulti. Questa patologia si cura con farmaci antiepilettici e non bisogna confonderla con il sonnambulismo.

 

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giovedì 20 dicembre 2012

Come mantenere una postura adeguata lavorando al computer

La gran parte dei lavori d’ufficio prevedono che l’impiegato stia seduto per diverse ore alla scrivania. Ciò ha sempre generato problemi alla schiena o al collo, poiché mantenere la stessa posizione per sei o otto ore, non può che essere nocivo. Tuttavia, da almeno trent’anni si è aggiunto un altro, non trascurabile fattore di stress per il lavoratore sedentario: l’uso del personal computer. Lavorare al computer continuativamente può dare origine a due ordini di problemi: ortopedici e alla vista.

I datori di lavoro, infatti, sono tenuti a causa della recente normativa vigente che tutela i diritti dei lavoratori, a garantire loro tutto ciò che serve per limitare al minimo i problemi di salute indotti dall’utilizzo prolungato del computer. In alcuni casi, i datori di lavoro, sono costretti a versare quella che si chiama “indennità di computer” che risarcisce il dipendente dei danni arrecati alla vista o alla schiena.

In primo luogo, gli impiegati devono poter usufruire di una pausa almeno ogni ora, in modo da potersi alzare, sciogliere i muscoli e riposare la vista. Tali accorgimenti, non valgono meno per chi lavora da casa o per chi utilizza il pc per altri tipi di attività.

Anzitutto il monitor: va tenuto direttamente davanti alla persona, in una posizione leggermente inferiore allo sguardo in modo che si mantenga una postura naturale. In secondo luogo la fonte di luce, possibilmente, non deve illuminare direttamente il computer, ma deve essere posta poco distante.

La scrivania o il piano su cui poggia il pc deve avere una profondità di 50 – 70, in modo che chi vi siede possa spostare agevolmente gli avambracci e possa muoversi liberamente. Per quanto riguarda la posizione del corpo, i piedi devono toccare entrambi il pavimento e la figura deve formare un angolo di novanta gradi sulla sedia. Per rilassare la vista è necessario di tanto in tanto alzarsi, e fissare oggetti che si trovano a lunga distanza. Può aiutare affacciarsi ala finestra e osservare il panorama in lontananza.

 

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Come educare il vostro gatto

«Fu chiaro fin dall’inizio che ogni qualvolta c’era un lavoro da fare, il gatto si rendeva irreperibile» ha scritto George Orwell, il fortunato autore de La fattoria degli animali e di 1984. Chi possiede un gatto sa bene che l’attività preferita di questi animali domestici è rincorrere buste di plastica, cercare di infilarsi in sacchetti di carta, strusciarsi sulle gambe per essere coccolati e, soprattutto, stare arrotolati su se stessi e dormicchiare. Fin qui niente di strano. Ma cosa fare quando il gatto comincia ad affilare le unghie sulla credenza di legno massello e sul divano in pelle e, in periodo natalizio, attenta alla vita delle decorazioni sull’albero di Natale? Urlare non è certo una soluzione. Come fare dunque ad educare un gatto?

Ignorando i metodi giusti non sarà di certo una facile impresa. La prima regola, quella fondamentale, è cominciare ad educare il gatto sin dal primo giorno. Se vogliamo che non faccia qualcosa non servirà a nulla punirlo oppure urlargli contro ma basterà un no deciso. Prendiamo ad esempio la cassetta igienica. Se il gatto è piccolo e non è ancora abituato a fare i suoi bisogni dove dovrebbe, è importante afferrarlo dolcemente e portarlo nella cassetta. Quando comincerà a fare lì i suoi bisogni ricompensiamolo con bocconcini prelibati e carezze extra.

Il principio è lo stesso per quanto riguarda la brutta abitudine di affilare le unghie su mobili e divani. Per evitare che lo faccia allora è buona norma acquistare un tiragraffi e portare lì il gatto ogni qual volta lo sorprenderemo a farsi le unghie dove non vogliamo. Quando il gatto andrà spontaneamente ad affilare le unghie sul tiragraffi allora gratifichiamolo con cibi particolarmente gustosi e con tante coccole.

Con dei metodi educativi dolci ma decisi il gatto capirà in poco tempo cosa non può fare e quali sono, invece, gli atteggiamenti che gli conviene adottare. La convivenza, in questa maniera, sarà di certo più piacevole sia per noi che per il nostro piccolo amico a quattro zampe.

 

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Come coltivare il Lupino da fiore

Badate a non confonderlo con il Lupinus Albus, pianta annuale che ha come frutto quei particolari legumi di colore giallo conosciuti come lupini. Il Lupinus polyphyllus è una pianta sì della stessa specie ma con caratteristiche differenti.

Come il Lupino bianco, il Lupino polyphyllus o Lupino da fiore, appartiene alla famiglia delle Leguminose e si caratterizza per l’avere una fioritura molto abbondante e prolungata nel tempo.

Il Lupino da fiore è una pianta ottima per il vostro giardino sia da un punto di vista estetico sia per la sua capacità di rilasciare azoto nel terreno tramite l’azione di un batterio che fissa il gas atmosferico al livello dei tubercoli radicali. La presenza dell’azoto nel terreno renderà questo più fertile per le coltivazioni.

Non è necessario tuttavia avere un giardino per coltivare il lupino da fiore. La coltivazione, infatti,è possibile anche in vaso badando solamente ad utilizzarne uno abbastanza profondo per accogliere le radici, che si sviluppano in verticale (radici fitonnanti). Il terriccio non deve essere argilloso ma sabbioso e privo di sassi.

Il lupino va posizionato in un posto ben esposto alla luce ma al riparo dalle correnti. Per quanto riguarda l’annaffiatura questa deve essere abbandonante e avvenire dal basso e mai dall’alto. Il terreno deve essere sempre ben drenato, occorre però prestare attenzione agli eventuali ristagni che nuocerebbero alla pianta.

Il lupino va seminato nel mese di luglio e, possibilmente, non travasato. In commercio ne esistono di diverse varietà con colori che vanno dall’avorio all’arancione passando per il viola e il giallo. Il prezzo di una pianta di lupini di grandezza media si aggira intorno ai 2 euro: un prezzo irrisorio per una pianta che promette una buona fioritura e di facile coltivazione. La fioritura del lupino, che avviene alla fine della primavera, darà al vostro angolo verde un tocco piacevole di colore. L’effetto estetico è garantito dalla particolare conformazione a spiga dei fiori e dall’altezza della pianta che varia dagli 80 cm ad 1 metro.

Insomma una pianta per tutti, anche a chi non ha propriamente il pollice verde.

 

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venerdì 14 dicembre 2012

Come fare la pulizia del viso

Ogni donna tiene molto al proprio aspetto e a valorizzare ogni giorno la sua immagine. La prima regola di bellezza riguarda la corretta pulizia del viso. Questo va pulito accuratamente, sia al mattino che alla sera, con un latte detergente ed un tonico adatti al proprio tipo di pelle. Detergere il viso la sera è importante anche se non ci si trucca, infatti serve a rimuovere le tracce di smog e polvere accumulate sulla nostra pelle durante il corso della giornata.

Circa ogni mese sarebbe opportuno sottoporsi ad una pulizia del viso profonda in modo da favorire il rinnovamento cellulare ed eliminare le cellule morte. E’ possibile effettuarla presso un qualsiasi centro estetico ma, volendo, possiamo farla anche da sole a casa.

Vediamo come: il primo passo consiste nel detergere il viso con cura e risciacquarlo bene con acqua tiepida. Il secondo passo riguarda i vapori, per ottenerli facciamo bollire dell’acqua in una pentola di medie dimensioni, appena pronta la versiamo in una bacinella e aggiungiamo una bustina di camomilla, facciamo i vapori per circa dieci minuti e successivamente tamponiamo il viso con un asciugamano pulito. Il terzo passo consiste nel rimuovere i punti neri, per far ciò ci aiutiamo con una velina. Facendo attenzione, che le unghia non vengano a contatto con la pelle, schiacciamo tra i polpastrelli la zona da trattare in modo che fuoriescano i punti neri. Per velocizzare questa fase possiamo anche utilizzare dei cerotti specifici, questi si trovano in vendita in qualsiasi profumeria o negozio di cosmesi.

Il quarto passo consiste nel fare uno scrub del viso con un prodotto delicato, ricordiamo sempre di non applicare prodotti esfolianti intorno occhi e alle labbra in quanto sono zone molto delicate e non vanno mai esfoliate perché si rischia di provocare seri danni alla pelle. Dopo aver ripulito il viso, il quinto passo è fare una maschera, anche questa adatta al nostro tipo di pelle. Infine risciacquiamo il viso con dell’acqua fresca e applichiamo una crema idratante se abbiamo la pelle, mista, grassa o normale e una nutriente se abbiamo la pelle secca. E’ importante non esporsi al sole dopo il trattamento.

 

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Come smettere di fumare

Fumare fa male, lo scrivono anche sui pacchetti di sigarette: “il fumo nuoce gravemente alla salute”. Ma cosa si può fare per smettere? Molti la ritengono una missione impossibile, proprio non riescono a farne a meno. Le scuse per non eliminare questo vizio sono tante, una molto comune è “il fumo mi rilassa”, in realtà non è così, anzi, il fumo è uno stimolante ed aumenta la frequenza cardiaca. Proviamo a darvi qualche consiglio per smettere di fumare, la cosa fondamentale è credere in ciò che fate, la vostra forza di volontà è il motore di tutto il percorso che vi porterà a non prendere più in mano una sigaretta.

In commercio ci sono vari prodotti che possono esservi d’aiuto, contengono sostanze medicinali o naturali, ovviamente hanno un costo ma è praticamente pari a zero se lo confrontate con la cifra che, ogni mese, spendete per acquistare le sigarette. Parliamo delle gomme da masticare, queste sono a base di nicotina, bisogna tenerle in bocca e masticarle per almeno quaranta minuti in modo che la nicotina venga assorbita. Possono essere acquistate in farmacia e non occorre l’impegnativa medica, è comunque un medicinale e quindi prima di utilizzarle è necessario consultare il proprio medico curante. Un altro alleato potrebbe essere il cerotto antifumo trans-dermico, si tratta di cerotti che rilasciano gradualmente delle sostanze e vanno applicati sulla pelle. Il medicinale viene assorbito e raggiunge il sistema nervoso, così si ridurrà il bisogno di fumare e inizierete a farlo sempre di meno. Anche questi sono in vendita presso le farmacie e prima di utilizzarlo bisogna parlare con un dottore. Inoltre, è possibile partecipare a gruppi d’incontro, qui troverete altre persone, che come voi, desiderano smettere di fumare e con l’aiuto di un esperto si confrontano, raccontano le proprie esperienze. Si sa che l’unione fa la forza e parlare del vostro problema con chi vi capisce aumenterà la fiducia in voi stessi. Infine, un ultimo aiuto arriva dal mondo dell’omeopatia, potete andare in erboristeria e chiedere erbe e rimedi naturali che vi aiuteranno a non fumare più senza dover ricorrere a veri e propri medicinali.

 

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Come scrivere un curriculum vitae perfetto

Spesso, passiamo ore avanti ad uno schermo tentando di scrivere il nostro curriculum vitae, qui intendiamo darvi dei consigli per scrivere un curriculum chiaro e d’impatto. Innanzitutto bisogna aver ben chiaro chi siamo e cosa vogliamo. Cosa sai fare? Che obiettivi hai? Queste sono domande importanti alle quali devi rispondere prima di metterti alla scrivania.

Scegli il settore nel quale aspiri a lavorare e personalizza sempre il curriculum in base all’azienda presso cui intendi inviarlo. Inviare lo stesso CV a centinaia di aziende può essere un passo falso, prendi informazioni sull’azienda, magari guardando il sito internet, e poi personalizza le informazioni in base al destinatario.

Il foglio sul quale scrivi deve essere formato A4 e bianco, va compilato a mano solo se esplicitamente richiesto dall’azienda o dall’ente al quale devi inviarlo, questa richiesta ha un suo perché, infatti le aziende possono avvalersi dell’aiuto di esperti di grafia per selezionare il proprio personale cercando di coglierne le caratteristiche psicologiche. Usa uno stile semplice e chiaro, non dilungarti troppo ed esprimi tutto usando un vocabolario semplice. E’ importante utilizzare il font giusto, che sia abbastanza professionale, può essere adatto il Times New Roman, la dimensione del carattere non deve essere inferiore a undici e il colore, ovviamente, deve essere nero.

All’interno del curriculum fa capire quanto vali ma non esagerare e non mentire mai, non dire cose che poi nella pratica non sapresti dimostrare di saper fare. Non perderti in chiacchiere ma racconta i fatti, sottolinea i risultati raggiunti durante i precedenti impieghi o durante lavori universitari di rilievo. Un curriculum non dovrebbe superare le due pagine, l’importante è ciò che scrivi non quanto scrivi.

Dividi il CV in sezioni, ad esempio:

- dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita, domicilio ecc.)

- istruzione e formazione (tutti i titoli di studio ottenuti)

- esperienze professionali (ogni lavoro svolto in passato)

- lingue straniere (indica le lingue che conosci)

- conoscenze informatiche (elenca i software ed i sistemi operativi che sai utilizzare)

- interessi (scrivi i tuoi hobby)

Infine, ad ogni CV va allegata una lettera di presentazione, al suo interno dovrai spiegare chi sei, che percorso di studi hai svolto, quali sono i tuoi progetti per il futuro e raccontare qualcosa di te, che non sia troppo personale.

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Cosa portare ad un pic-nic

 I pic-nic, fino a qualche tempo fa, erano una tradizione per molte famiglie, ci si recava in parchi, campagne, al mare per trascorrere giornate in compagnia e rilassarsi. Oggi questa usanza non è molto praticata ma, quando ci sono delle belle giornate, si può cogliere l’occasione e mangiare con amici e parenti all’aria aperta. Esistono parchi e soste attrezzate (spesso dotate anche di aree barbecue) nei quali è possibili organizzare pic-nic. Ma cosa occorre? Stiliamo un elenco delle cose che proprio non possono mancare per un pic-nic perfetto:

- una coperta grande sulla quale sedere e poggiare il cibo;

- una tovaglia di carta, da poggiare sul plaid o sul tavolo (se ci si reca in strutture attrezzate);

- piatti, bicchieri, posate, tovaglioli, un tagliere per il pane e per i salumi, apribottiglie;

- una borsa frigo con le bibite;

- fazzoletti di carta e salviettine umidificate;

- buste di plastica per raccogliere i rifiuti

Ora passiamo al cibo, ci sono alimenti particolarmente adatti da portare ad un pic-nic, ad esempio i tramezzini, questo è l’antipasto ideale e può essere composto con del pane bianco per tramezzini o del semplice pane in cassetta, il contenuto può variare in base ai gusti, ad esempio si possono farcire con:

- prosciutto cotto e formaggio;

- prosciutto crudo, rucola e mozzarella;

- mortadella e stracchino;

- salame, maionese e cetriolini;

Un’altra pietanza, veloce da preparare e comoda da trasportare, è la frittata, si possono preparare frittate di vario genere, di patate, di zucchine, di cipolle, con wustel, con la pancetta, con prosciutto e formaggio.

Si può preparare anche un tortino di patate, per la sua preparazione occorreranno:

- 1kg di patate

- 60gr di pane grattugiato

- 2 cucchiai di farina

- 2 uova

- Parmigiano

- Sale e pepe

Lessate le patate, sbucciatele e schiacciatele, unitele uova, abbondante parmigiano, la farina, il sale e il pepe. Stendete il composto in una teglia, versatevi sopra il pane grattugiato e cuocete in forno a 180° per circa 40 minuti o comunque finché non si sarà dorato. Inoltre potete preparare delle focacce, anche queste possono essere di vario genere, ad esempio bianca, al rosmarino, col pomodoro, con i peperoni o altre verdure.

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giovedì 13 dicembre 2012

Beni Culturali e l’importanza della tutela del patrimonio italiano

La cultura è una componente fondamentale della società, essa comprende consuetudini, usi costumi, credenze, ma anche strati e strati di sapere, di dottrina accumulati dal lavoro di ricerca e di studio dell’uomo. Da un punto di visto antropologico la cultura è il grado di evoluzione di un etnia, di una civiltà, di un popolo, alla pari con la tecnologia ed il progresso scientifico.

Per tali ragioni essa va tutelata, protetta ed incentivata dal sistema di governo, poiché essa è anche espressione del livello di democrazia e partecipazione di un popolo. Nei paesi ricchi la cultura è sovvenzionata e incoraggiata dallo Stato, ma anche da mecenati, filantropi e magnati che ne sono fruitori, proprio come i cittadini. Tuttavia la grave crisi mondiale che, negli ultimi cinque anni, si è abbattuta sull’economia, il settore cultura è, drammaticamente, il più interessato dai tagli.

Una trentina di dirigenti rischiano di scomparire (nonostante il rapporto 1 a 150), per cui le pratiche paesaggistiche non potranno essere più evase (con organico inadeguato il silenzio-assenso diventa pericolosissimo).

Vittima dei pesanti interventi di decurta mento è la Quadriennale di Roma (La Quadriennale esiste nel 1927 e da allora non ha mai saltato un’edizione): è stata infatti cancellata la XVI edizione che avrebbe dovuto svolgersi da ottobre a gennaio al Palaexpò. Il Ministero dei Beni Culturali ha infatti ritirato il proprio finanziamento che avrebbe coperto la gran parte delle spese. Nelle stesse condizioni, in pericolo di sparire, anche musei, gallerie, teatri fondazioni che lanciano appelli, pubblici, petizioni, pur di non scomparire nel nulla, prime vittime della crisi e primi enti a vedersi stoppare i fondi.

In Italia la situazione è particolarmente precaria. Quest’anno, sono stati decurtati 10000 euro destinati ai comitati scientifici, che sono scomparsi. Nel 2013  i fondi potrebbero essere ulteriormente falciati: solo 86 milioni  stanziati nel budget per il patrimonio storico e artistico nazionale. Più tagli ai Beni culturali, meno allo spettacolo , settore che rende di più.  Mentre circa trenta  dirigenti rischiano di essere licenziati, con il rischio, concreto, che le pratiche paesaggistiche rimangano inevase

 

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Come riutilizzare vecchi cosmetici

La vostra trousse è piena di cosmetici che avete comprato anni addietro e che non avete mai usato? Quel rossetto rosso che fa tanto donna in carriera non pensate più che vi si addica e non sapete proprio cosa farne? Fare piazza pulita buttando tutto nella spazzatura non è mai una buona soluzione. Anche i vecchi cosmetici, infatti, possono essere riutilizzati.

Ricordate innanzitutto che utilizzare cosmetici oltre la data di scadenza può essere dannoso per la pelle e portare anche a reazioni allergiche (insomma, il concetto di vintage al make up non si applica). Proviamo dunque a riciclare smalti e rossetti dando loro nuova vita.

Cominciamo proprio dal rossetto. Se ne avete comprato uno da poco ma il colore non vi convince allora provate a creare un nuovo colore mescolandolo con un altro rossetto. Per farlo togliete entrambi i rossetti dagli stick e fateli sciogliere insieme a bagnomaria. Quando il miscuglio sarà ben amalgamato riempite lo stick e aspettate che si solidifichi. Avrete un nuovo rossetto totalmente personalizzato!

Passiamo adesso agli smalti. Uno smalto un po’ vecchio può essere utilizzato per decorare la pasta di sale, biglietti di auguri o oggetti in metallo (delle chiavi ad esempio). Conservate sempre una boccetta di smalto trasparente che vi sarà utile per bloccare eventuali smagliature alle calze.

L’ombretto in polvere, se nuovo, può essere utilizzato per dare un nuovo colore ad uno smalto. Vi basterà inserire la polvere nello smalto e agitare. Il risultato sarà un colore unico, scelto da voi!

Passiamo adesso al mascara. Per dare nuova vita al mascara secco mettetelo a bagno in una ciotola di acqua calda. Il mascara tenderà a sciogliersi e, se non proprio esaurito, potrà essere usato ancora per un altro po’.

Infine le creme per il corpo. Se avete ricevuto in regalo una crema non adatta alla vostra pelle potrete sempre usarla sotto la doccia come uno scrub. Mettete in una ciotola un po’ di crema e aggiungete del sale grosso, dello zucchero o del caffè. Massaggiate lo scrub sul corpo durante la doccia e poi risciacquate.

Con questi pratici consigli potrete riciclare buona parte della vostra trousse. Così anche la cattiva scelta di un cosmetico potrà rivelarsi un buon investimento.

 

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mercoledì 12 dicembre 2012

Come prevenire i calcoli renali con il succo di limone

Per quasi tutti i problemi la natura, se ben consultata, ha la giusta soluzione. L’importante è saperla conoscere e dotarsi, dunque, del rimedio adatto. Premettendo che una giusta alimentazione e la quotidiana attività fisica aiutano a mantenerci in salute, ecco a voi degli utili consigli su come prevenire una patologia molto diffusa.

 

Stiamo parlando della calcolosi renale detta anche nefrolitiasi. I calcoli renali sono formazioni solide che vanno ad ostruire le vie urinarie. Spesso si presentano senza sintomi e possono essere scoperti solo previa radiografia. La maggior parte delle volte si accompagnano però a coliti e difficoltà nella minzione. Se non curata la calcolosi può causare infezioni e insufficienza renale.

 

Dicevamo all’inizio che la natura ha quasi sempre una soluzione e, se ciò non si verifica, essa è comunque un valido alleato nella prevenzione e nella cura di numerosi problemi. In questo caso un aiuto viene dal limone. Parliamo del comune frutto del Cytrus limon, un albero perenne che fa parte ormai della nostra vegetazione ma che pare abbia origini asiatiche.

 

Numerose ricerche hanno infatti dimostrato che l’assunzione giornaliera di succo di limone è un vero e proprio toccasana nella prevenzione della calcolosi renale. Uno studio condotto dai nefrologi degli Ospedali Riuniti di Bergamo e finanziato dall’Istituto Mario Negri in collaborazione con il Consorzio del Limone di Siracusa Igp sta attualmente approfondendo le proprietà benefiche del limone nei casi di nefrolitiasi.

 

Ma cos’è che rende il limone tanto speciale? Si tratta innanzitutto di un frutto ricco di vitamine (tra le quali è regina la vitamina C) e di sali minerali (calcio, fosforo, ferro, manganese e rame); ma ciò che fa sì che il limone aiuti a prevenire la formazione di calcoli è l’acido citrico, al quale si imputa la capacità di impedire la formazione di calcio nelle urine.

 

Se siete soggetti alla formazione di calcoli allora sappiate che bere succo di limone ogni giorno fa bene. Badate soltanto a diluirlo con dell’acqua per impedire che l’eccessiva acidità danneggi lo smalto dei denti. Insomma, un bicchiere di limone al giorno e addio calcolosi!

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martedì 11 dicembre 2012

Come distillare l’acqua in casa

L’acqua che sgorga dai rubinetti delle nostre abitazioni non è per niente pura, infatti molto spesso, non dovrebbe neanche essere potabile. Essa contiene molti detriti e calcare e per questo motivo sarebbe conveniente poterla distillare. Solitamente l’acqua distillata si compra al supermercato e viene utilizzata per stirare o per introdurla nel motore dell’auto, ma è possibile riuscire a distillare facilmente l’acqua ed è possibile farlo a casa propria. Bastano alcuni utensili reperibili in casa per creare una macchina per la distillazione fai da te. Reperite una pentola abbastanza grande, un imbuto, due coperchi, bottiglie di plastica,una ciotola, il forno e ovviamente dell’acqua.

 

Cominciate col riempire quasi totalmente la pentola d’acqua e mettetela sul fuoco a fiamma alta finchè non raggiungerà l’ebollizione; a questo punto copritela. Noterete che dopo un po’ si sono formate delle gocce sul coperchio, toglietelo e fatelo gocciolare all’interno della ciotola e sostituitelo sulla pentola con il secondo coperchio. Fate questo esercizio finchè non si formerà più la condensa sotto il coperchio. Alla fine di tutto il processo potrete aiutarvi con l’imbuto per trasferire l’acqua nata dall’evaporazione di quella che precedentemente bolliva, all’interno di bottiglie di plastica o di vetro se preferite. Questa sarà la vostra acqua distillata. Questo processo non può essere effettuato con l’acqua sporga o che contenga alcol oppure olio, poiché queste sostanze raggiungono l’ebollizione a gradi diversi.

 

Per risparmiare energia si può ottenere acqua distillata anche grazie all’aiuto del calore del sole, infatti se si posiziona la pentola piena d’acqua al sole, questa formerà comunque il vapore acqueo. Con questo piccolo suggerimento sarete in grado di produrre tutta l’acqua distillata che vi occorre e potrete adoperarla non solo per le faccende di casa, ma anche per cucinare e per bere; quest’acqua è appunto pura, libera da sostanze minerali nocive che possono gravare sui reni e sul fegato e soprattutto priva di virus e batteri. Sarete più sicuri anche per i vostri bambini e non dovrete preoccuparvi di aggiungere alla vostra spesa anche quelle grosse e ingombranti bottiglie di acqua distillata industriale. Con l’ausilio di una fonte di energia rinnovabile come il sole distillerete la vostra acqua senza nessun costo economico.

 

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venerdì 7 dicembre 2012

Come scegliere lo spumante

Gli spumanti  in commercio sono tanti e di diverse qualità. La differenza tra l’uno e l’altro è determinata dalla concentrazione di zucchero nel vino dopo la fermentazione. Ecco alcune tra le principali varietà. Brut: lo zucchero è meno di 12 grammi per litro. Extra Brut: lo zucchero è meno di 6 grammi per litro. Extra dry: lo zucchero è tra 12 e 17 grammi a litro. Secco: tra 17 e 32 grammi per litro. Abboccato: tra 32 e 50 grammi per litro. Dolce: 50 grammi per litro.  Prosecco.

Il prosecco non è esattamente uno spumante, ma un vino dolce che può essere frizzante, tranquillo o spumante. E’ originario dell’area del nord Italia, in particolare viene prodotto in Friuli Venezia Giulia e Veneto. Quelli di Vadobbiadene e Conegliano hanno ottenuto la denominazione di origine controllata e garantita DOCG. Mentre l’esclusivo Superiore di Cartizze viene prodotto sempre a Conegliano in condizioni climatiche specifiche. Se volete scegliere uno spumante da adatto ad una cena dovete tenere a mente alcune indicazioni.

Gli spumanti dolci si accordano con e dessert, mentre i brut e gli spumanti dry si abbinano bene alle pietanze rustiche o salate, come piatti a base di pesce e carne bianca.  Per quanto riguarda la tipologia e la provenienza, dovete ricordare che i migliori spumanti dolci sono prodotti in Piemonte. Gli Asti sono di diversi tipi ed offrono un’ampia scelta, sono dolci abbastanza perché si possano mescere con panettone e dolcetti. Anche il Brachetto d’Acqui, dal caratteristico colore vermiglio, è indicato per il dessert con il suo sapore intenso aromatico ed il suo profumo è uno spumante molto raffinato.

Altrettanto zuccheroso e molto sofisticato è il “filtrato dolce, conosciuto con il nome improprio di Moscato (un tipo di uva), non è esattamente  uno spumante, ma un vino dolce. Al sapore zuccherino unisce una gradazione alcolica molto bassa. Scelto lo spumante, ecco le quattro regole per presentarlo al meglio: servirlo ad una temperatura di 8 °C (si raggiunge immergendolo in ghiaccio mezzora prima di portarlo in tavola); Non agitare la bottiglia; Stappare con cautela, girando la bottiglia in senso opposto al tappo; Servire in calici.

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Cosa visitare al MoMa di New York

Il MoMa (Museum of Modern Art) è uno dei più importanti musei al mondo d’arte moderna. Ha sede a New York, nella storica Midtown Manhattan sulla 53ª strada, tra la Quinta e la Sesta Avenue. La sua storia è legata a grandi nomi della cultura del novecento ed ha consacrato alcuni tra artisti più eccentrici dell’ultimo ventennio.
Questo centro nevralgico dell’arte si compone di sezioni: architettura, arti figurative e sale multimediali, con tutte le ultime novità di ogni singolo campo artistico. Ma al suo interno non vi sono solo pezzi d’arte contemporanea o di ultimissima generazione. La galleria, infatti, dispone di archivi con 300.000 libri e schede informative su oltre 70.000 artisti.

La storia del nostro museo comincia nel lontano 1929 nella Grande Mela, che da sempre è centro culturale del mondo; è da New York, infatti, che partono tutte le tendenze o la consacrazione di artisti e personaggi pop. Tutto nacque da un’idea di Abby Aldrich Rockefeller e da due amiche Mary Quinn Sullivan e Lillie P. Bliss. Nei primi anni di vita, il Moma si componeva di sei stanze suddivise tra gallerie e uffici, situati all’interno del Manhattan’s Heckscher Building. Sette anni dopo, il museo fu spostato nell’attuale struttura della 53 ª strada, subendo, nel corso degli anni, una lunga serie di ristrutturazioni.

A consacrare il Moma come centro di riferimento per l’arte internazionale fu la retrospettiva, tra gli anni 39’ e 40’ dedicata a Pablo Picasso. Tutto, da quel momento in poi, passava da lì per essere legittimato e osannato. All’interno delle sue stanze sono transitate icone culturali quali Andy Warhol e di recente, la performer serba Marina Abramović, la più illustre e conosciuta esponente della performance art.
Nei suoi lunghi corridoi possiamo ammirare le opere di geni assoluti quali Vasily Kandinsky, Joan Mirógeni, Salvador Dalí, Jackson Pollock, Marc Chagall, Pablo Picasso e Giorgio de Chirico; giusto per citare qualche nome.
Ad oggi, le sale custodiscono più di 150.000 lavori, oltre 22.000 pellicole e 4 milioni tra fermi immagine e foto.
Per maggiori informazioni sui giorni di chiusura, saloni aperti al pubblico, calendario eventi, prenotazioni e modalità di acquisto biglietti, consultate il sito ufficiale del museo: www.moma.org.

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Obbligo di pneumatici da neve: arriva il decreto

Di certo non ne avete sentito parlare ai telegiornali. Del nuovo decreto legge per ora soltanto proposto alla Commissione Senato non si è parlato molto in questi giorni. Eppure, se accolto, porterebbe grandi cambiamenti nel modo in cui siamo abituati a guidare. Infatti il DDL presentato dai senatori Pariavia e Ghigo il 27 novembre al Senato prevede l’utilizzo esclusivo di pneumatici da neve che andrebbero a prendere il posto delle catene. Il decreto fa parte della misure per la crescita del paese e potrebbe rendere le catene illegali in determinate aree di Italia. Sì, avete letto bene. Perché la nuova norma che legifera dunque sull’utilizzo unico dei pneumatici da neve in caso di determinati fenomeni atmosferici, dovrà essere sottoposta alla decisione finale dell’ente proprietario delle strade.

Potranno dunque esserci strade italiane con obbligo esclusivo di pneumatici da neve e altre in cui sarà possibile utilizzare le catene.  A denunciare l’incongruenza e la scarsa fattibilità di quella che tra poco potrebbe diventare una legge a tutti gli effetti, è l’Asaps, il portale della sicurezza stradale.

Un provvedimento del genere, sottolinea l’Asaps, significherebbe dare la precedenza a “logiche di interessi settoriali” a discapito, invece, di quello che è lo scopo finale di una normativa stradale, ovvero la sicurezza.

Questa nuova normativa costringerebbe l’automobilista ad informarsi preventivamente su quali sono le disposizioni in fatto di utilizzo di pneumatici da neve o catene, presso la zona che intende raggiungere. Strade confinanti potrebbero infatti aderire a posizioni differenti il che significherebbe, per evitare problemi, l’uso di pneumatici da neve per tutti.

In questa maniera le catene, che sono fondamentali per la sicurezza su terreni ghiacciati, non verrebbero più utilizzate. Ciò potrebbe comportare, sottolinea l’Asaps, l’impossibilità da parte degli addetti alla sicurezza stradale di obbligare all’utilizzo di catene in caso di forti nevicati o di sentieri di montagna con alta pendenza.

Per sapere quale sarà la decisione del Senato ci toccherà aspettare. Nel frattempo sarà bene tenersi informati tramite il portale Asaps e sperare che il buon senso e la sicurezza prevalgano.

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giovedì 6 dicembre 2012

Sigarette elettroniche, ancora polemiche

Tornano le polemiche sulle sigarette elettroniche che, secondo un emendamento presentato dall’attuale governo alla legge di stabilità, potrebbero essere assimilate del tutto a delle normali sigarette di tabacco.

Forse sia i fumatori sia chi non ha mai fumato, non sanno bene cosa sia una sigaretta elettronica. Chi si trova alle prese con la cosiddetta e-cigarette è infatti una categoria particolare di persone, coloro cioè che vogliono smettere di fumare ma non riescono a farlo. Ci si affida così a metodi alternativi, come cerotti o, appunto, sigarette elettroniche, che hanno lo scopo di appagare la voglia di fumare non nuocendo alla salute (o, almeno, non eccessivamente).

“Fumare” una sigaretta elettronica è possibile tramite una batteria ricaricabile che permette di aspirare il vapore di una miscela ivi contenuta. All’interno di tale miscela vi è un composto chimico, il glicole propilenico, il glicerolo e una piccola quantità di nicotina. L’effetto è quello di una normale sigaretta, ma senza combustione.

Difficile stabilire se un dispositivo del genere sia nocivo o meno. Le opinioni sulla sigaretta elettronica sono contrastanti. L’emendamento del governo, però, considerando le sigarette elettroniche alla stregua di normali prodotti da tabacco renderebbe illegale la vendita che fino ad ora si è fatta di tali dispositivi in esercizi commerciali che non siano destinati alla vendita di tabacchi. La perdita economica è valutabile se consideriamo che il fatturato del 2012 è stato di 100 milioni di euro.

Chi si affida alla e-cigarette è chi non riesce con la sola volontà a smettere di fumare. Eppure un libro, divenuto ormai un cult, sembra abbia il potere di stimolare la volontà in modo da indurre chi fuma a smettere con le sue sole forze. Si tratta di “È facile smettere di fumare se sai come farlo”, un libro di Alan Carr che della battaglia contro il fumo ha fatto una ragione di vita.

Ciò che il libro insegna è come liberarsi dal desiderio di fumare. Molti dopo aver seguito i seminari tenuti da Carr e dopo aver letto il suo libro hanno deciso di smettere di fumare. Alan Carr, che prima di cominciare la sua battaglia aveva trent’anni di fumo alle spalle, è morto a 72 anni di tumore al polmone. Un piccolo prezzo da pagare, ha sostenuto l’autore dopo aver saputo della malattia, per aver salvato milioni di vite dal fumo.

Forse scoprendo il metodo adatto chi davvero vuole smettere di fumare non avrà bisogno d’altro.

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mercoledì 5 dicembre 2012

Come pulire un computer portatile

Il vostro computer portatile ha solo pochi mesi ma sembra sia appena uscito (sconfitto) da una guerra contro lo sporco? Tra i tasti si annidano briciole e macchie non identificate e lo schermo sembra sia stato sotto la pioggia? Non aspettate che tra le fessure crescano anche le piante, ma procedete ad una completa pulizia. Ma come fare?

Bisogna innanzitutto scegliere gli strumenti giusti. Lo schermo del computer non va pulito con un semplice panno né con spugnette che possono graffiare la superficie. Ottimi per la pulizia sono invece dei panni di carta di riso oppure la pezzuola con la quale di solito si puliscono gli occhiali. Evitate anche l’utilizzo di tovaglioli di carta che potrebbero lasciare dei residui.

Adesso il detergente. Non utilizzate detersivi né spray per vetri. Si tratta di sostanze estremamente dannose per il computer. Se non volete procurarvi detergenti studiati appositamente per la pulizia del notebook ma volete arrangiarvi con quello che avete in casa allora potreste utilizzare lo spray con il quale si puliscono le lenti degli occhiali. Il risultato sarà davvero notevole.

Una volta proceduto alla pulizia dello schermo si tratterà di occuparsi della tastiera. Per eliminare i residui di polvere e altro dai tasti, procuratevi una bomboletta ad aria compressa che spazzerà letteralmente via briciole e simili. Aiutatevi con un pennello e passate la pezzuola umida sui tasti.

A questo punto il vostro computer portatile sembrerà appena uscito dal negozio! Badate però che almeno una volta all’anno è importante portare il proprio notebook in un negozio di informatica per richiedere un’accurata pulizia. Il computer verrà smontato per eliminare anche dall’interno polvere e residui di cibo che, con il passare del tempo, potrebbero comprometterne la funzionalità.

Infine prendete l’abitudine di coprire il computer tutte le volte che non lo usate in modo da proteggerlo il più possibile dalla polvere. Con questi pochi accorgimenti il vostro computer portatile sarà non solo più pulito ma vivrà anche più a lungo.

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Il dentifricio e i suoi molteplici usi

Lo dice la parola stessa: il dentifricio è un prodotto che riguarda i denti e che serve, nello specifico, per garantirne la pulizia e proteggerli così da carie e tartaro. Ma il dentifricio contiene delle sostanze che ne fanno un prodotto utile per diversi scopi che vanno al di là dei denti.

Il dentifricio può essere utilizzato innanzitutto come lenitivo per scottature e punture di insetto. In questo caso va semplicemente spalmato e massaggiato sulla zona interessata. Sempre rimanendo nell’ambito della cura della persona sembra che il dentifricio sia un portento contro quei noiosi inestetismi come acne e foruncoli. Il dentifricio va steso dove serve prima di andare a dormire e poi rimosso al mattino. Con questo metodo tutto naturale e di facile applicazione il foruncolo si asciugherà in tempi da record. Potrete inoltre utilizzarlo per lucidare le unghie, come alternativa al gel e come “sapone” per le mani  da usare dopo aver cucinato per eliminare i cattivi odori.

Chi si occupa della casa sa che il dentifricio è utile anche contro macchie resistenti come quelle su tappeti e tessuti. Il dentifricio va applicato sulla macchia e poi spazzolato non troppo energicamente. Se avete dei bambini in casa e le pareti abbondano di segni di pennarello allora non vi scoraggiate perché non è ancora arrivato il momento di armarvi di pennelli e vernice. Con un po’ di dentifricio applicato su di un panno umido avrete la meglio sulle macchie di pennarello e le vostre pareti torneranno pulite.

Utilizzate il dentifricio anche per lucidare l’argenteria e per rimuovere lo sporco dalle scarpe da ginnastica. Se avete un pianoforte in casa potrete usarlo per sbiancare i tasti oppure per eliminare le incrostazioni che si formano inevitabilmente sulla piastra del ferro da stiro.

Infine il dentifricio è utile anche per eliminare i cattivi odori dai biberon (e dalle bottiglie di plastica in genere) e come antiappannante per occhialini da piscina.

Questi sono solo alcuni usi di un prodotto che ha dimostrato di essere davvero versatile. Insomma quel che è certo è che da oggi in poi guarderete il tubetto di dentifricio con occhi diversi.

 

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Come comprare libri su internet

Comprare dei libri online è spesso il modo migliore per risparmiare e per avere accesso ad un catalogo decisamente più fornito rispetto alla solita libreria. Certo, nelle librerie, o almeno in quelle più grandi, vi viene data la possibilità di ordinare il libro che vi interessa, ma i tempi spesso sono decisamente più lunghi. A questo punto, dunque, internet sembra essere la scelta più comoda.

Per ordinare dei libri online occorre prima di tutto scegliere una libreria virtuale. Tra i siti più noti segnaliamo quello che fa capo al gruppo Feltrinelli, il sito della Rizzoli, ibs (internet bookshop), amazon e bol (gruppo mondadori). Una volta sulla home del sito prescelto inserite il titolo del libro o quello dell’autore e avviate la ricerca. Le librerie virtuali offrono inoltre uno sconto base e in più sezioni con sconti speciali che spesso arrivano oltre la soglia del 50%.

Inserite nel carrello tutti i libri che intendete comprare e concludete l’acquisto registrandovi al sito compilando un form con i vostri dati. Per quanto riguarda il pagamento molti siti offrono la possibilità di comprare in contrassegno, scegliendo cioè di pagarli in contanti all’arrivo. Il contrassegno ha però un prezzo che varia di solito dai 2 euro ai 3,50 euro. Per risparmiarli scegliete invece un pagamento immediato tramite carta di credito, carta prepagata o paypal. All’interno del carrello vi verrà segnalata l’eventuale disponibilità immediata del libro oppure, in caso contrario, i tempi di reperimento.

Scegliere di acquistare dei libri online vi consente anche di trovare titoli ormai fuori catalogo oppure di acquistare libri usati. Per questo esistono siti come Il Libraccio e Comprovendolibri. Comprovendolibri è un vero e proprio mercatino del libro usato approdato sul web più di dieci anni fa per consentire un libero scambio di libri scolastici e non. Sul sito potrete trovare libri usati di scarsa reperibilità sui canali tradizionali e anche, eventualmente, mettere in vendita i vostri libri. Su ogni pagina troverete specificate quali sono le condizioni del libro, i metodi di pagamento scelti dal venditore e le modalità di spedizione. Prima dell’acquisto potrete contattare privatamente il venditore e chiedere eventuali delucidazioni sullo stato del libro (sottolineature, timbri, firme di appartenenza).

Insomma, qualunque sia il sito che sceglierete per fare i vostri acquisti, riuscirete molto semplicemente a rimpinguare la vostra libreria con un notevole risparmio.
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Come riciclare l’alluminio in maniera creativa

Siamo nell’epoca del consumismo (ormai lo sentiamo dire già da qualche decennio) ma anche nel periodo più prolifico da un punto di vista creativo per quanto riguarda il riciclo di materiali di scarto. Dietro l’ecologia c’è un vero e proprio sistema di pensiero che oscilla tra chi auspica una felice decrescita a chi invita ad industriarsi inventando metodi di riutilizzo innovativi.

Il riciclo fa bene all’ambiente e alle tasche ed è soprattutto un buon allenamento per la nostra fantasia. Impariamo oggi come investire in un materiale che, industrialmente, è riciclabile al 100%:  Parliamo dell’alluminio.

I fogli di alluminio sono quotidianamente utilizzati nelle nostre cucine come protezione per i cibi. Una volta usati non vanno buttati ma possono essere adoperati nuovamente per la lucidatura dell’argenteria. Per farlo riempite una bacinella d’acqua con sale grosso e i fogli di alluminio e lasciate in ammollo l’argenteria per qualche ora. I risultati saranno strabilianti.

I fogli di alluminio possono essere riutilizzati anche come ammorbidente fai da te per la vostra biancheria. Vi basterà inserire i fogli appallottolati all’interno della lavatrice durante il lavaggio.

Per quanto riguarda invece le lattine di alluminio gli usi sono molteplici. Non serve essere pratici del bricolage per provare a creare borse o gioielli ma solo inventiva e un po’ di dimestichezza con forbici e matita. Disegnate su un cartoncino la borsa o il gioiello che vi piacerebbe creare e ritagliate pezzi di lattina. Modellateli con le mani e uniteli con una spillatrice. Se non siete dei creativi armatevi solo di buona volontà e prendete ispirazione dai numerosi tutorial che trovate sul web.

Anche i barattoli di alluminio, quelli di solito utilizzati per conservare alimenti, possono avere una nuova vita come portaposate o come vasi per le piante. Basteranno spray colorati e pennelli. Con una semplice nota di colore cacciate via il grigio e regalate ai barattoli un nuovo aspetto e una nuova funzione.

Con pochi accorgimenti e tanta creatività anche l’oggetto più insospettabile può diventare qualcosa di diverso. Cominciate allora a guardare lattine e barattoli con occhi diversi perché la vostra fantasia potrebbe all’improvviso sorprendervi con nuove soluzioni.

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Carlo Carrà in mostra ad Alba

Pittore tra i più rappresentativi del Novecento, Carlo Carrà è stato futurista, metafisico, rivoluzionario e, soprattutto, artista. Nato in provincia di Alessandria nel 1881, Carlo Carrà imparò la tecnica del disegno sin da bambino quando durante una lunga malattia fu costretto a letto. Affinata la tecnica non gli serviva che scoprire l’arte. Per questo fu fondamentale il soggiorno a Parigi in occasione dell’Esposizione Universale che si tenne nella capitale parigina nel 1900. Qui conobbe i maggiori artisti francesi dell’epoca tra cui Delocroix, Manet, Monet, Gauguin e Degas. Un viaggio a Londra gli fece poi conoscere le opere di Turner e Constable. Tornato in Italia, Carrà era pronto per divenire egli stesso un artista e lo fece all’Accademia di Brera dove fu allievo e, una volta acquisita la fama che lo rese immortale, insegnante.

Carrà insieme a Giacomo Balla, è stato uno dei massimi esponenti di quel movimento che si impose tra le due guerre e che va sotto il nome di futurismo. L’applicazione pittorica del futurismo, fenomeno prima di tutto letterario, è evidente nell’appropriazione della tecnica cubista che aveva lo scopo di rendere al meglio il principio del movimento.

Se volete ammirare da vicino le opere di Carlo Carrà approfittate della retrospettiva che la città di Alba in questo periodo sta dedicando al pittore piemontese. La mostra è ospitata all’interno degli edifici della Fondazione Ferrero di Alba fino al 27 gennaio 2013 ed è totalmente gratuita. All’interno della mostra potrete ammirare ben 76 opere del maestro Carrà che ben connotano tutte le fasi artistiche del pittore. Potrete inoltre assistere ad un film documentario su Carrà dal titolo “Solo me stesso” realizzato dalla regista Clarita di Giovanni. Nello shop del museo sarà inoltre possibile acquistare una monografia su Carrà ideata appositamente per la mostra e realizzata grazie alla collaborazione di 24 Ore Cultura.

Carlo Carrà con le sue opere ha dimostrato di essere non solo uno dei protagonisti più importanti del Novecento ma anche uno dei suoi ideatori. Ammirare le sue opere e conoscere la sua storia è oggi il modo migliore per rendergli omaggio.

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Attori, come si trasformano per girare un film

Sarà nelle sale il prossimo anno il nuovo film di Jean-Marc Vallée, il regista e sceneggiatore canadese autore nel 2009 di The Young Victoria. Il nuovo film di Vallée, The Dallas Buyers Club, racconterà questa volta la storia di Ron Woodroof, un uomo comune a cui, alla fine degli anni Ottanta, viene diagnosticato il virus dell’Aids. Tra gli attori protagonisti Matthew McConaughey e Jared Leto che si sono ritrovati alle prese con un ruolo che ha messo alla prova non solo la loro bravura recitativa ma anche il corpo. Per interpretare malati di Aids McConaughey e Leto hanno infatti dovuto perdere numerosi chili, un obiettivo non facile da conseguire e che spesso fa parte delle richieste fatte agli attori per interpretare determinati ruoli.

Un esempio su tutti è quello di Christian Bale che nel 2004 fu costretto a perdere quasi 30 Kg per interpretare il ruolo drammatico di Trevor Reznik ne L’uomo senza sonno, film del regista statunitense Brad Anderson. Si tratta di un’impresa davvero da record che ha come contraltare quella di Robert De Niro nel film di Scorsese Toro Scatenato. Qui De Niro interpretava il pugile italo-americano Jake La Motta e la trasformazione fisica fu davvero sconvolgente.

Tornando ai dimagrimenti per mestiere, significativo è stato anche quello di Tom Hanks in Cast Away, un film di Robert Lee Zemeckis del 2004. Qui Hanks interpreta un naufrago e, durante le riprese, dovette per questo seguire una dieta rigidissima che gli comportò un notevole dimagrimento.

Stessa storia per Adrien Brody, eccezionale protagonista de Il pianista di Roman Polański. Qui Brody è un pianista ebreo costretto a nascondersi durante la seconda guerra mondiale e il cui corpo subisce ovviamente il razionamento di cibo tipico di un paese in guerra.

Tra gli attori alle prese con le diete anche Matt Damon, Colin Farrell, Natalie Portman e Gary Oldman. Si tratta di imprese davvero eccezionali che forse più di altre dimostrano la grandezza di un attore.

 

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Come rivestire le pareti di casa con pannelli di sughero

Chi conosce almeno un po’ le regole dell’isolamento termico sa che avere una casa ben isolata permette che non ci siano sprechi di energia e che gli ambienti risultino freschi d’estate e caldi d’inverno. Quello dell’isolamento termico è dunque il primo passo per vivere in un ambiente confortevole e per fare del bene all’ambiente. Se la casa è ben isolata, infatti, diminuiscono le ore in cui teniamo accesi i termosifoni perché i materiali isolanti tendono a trattenere il calore. Una buona soluzione, dunque, anche per la bolletta che risulterà certamente meno cara.

Ma come ottenere il giusto isolamento termico? La prima cosa da fare è accertarsi che i propri infissi siano a norma e, se c’è qualcosa che non va, cambiarli. Una seconda soluzione consiste nel coibentare la propria abitazione con materiali isolanti. Si tratta di interventi che di certo costano, ma la cui spesa verrà ammortizzata negli anni con un drastico calo della bolletta.

Se siete amanti del fai da te e volete isolare una stanza particolarmente fredda potreste rivestire le pareti di pannelli di sughero. Non pensate di dovervi improvvisare escursionisti per andare alla ricerca di piante di sughero. I pannelli di sughero sono acquistabili in negozi di bricolage già pronti per l’uso. Per rivestire la parete o le pareti che vi interessano procuratevi i pannelli della misura adatta e procedete all’applicazione. I pannelli dovranno essere fissati alle pareti con una speciale colla per rivestimenti. La colla e la spatola adatta all’applicazione sono acquistabili nei negozi di bricolage o nei ferramenta. Ricordatevi di stendere la colla su di una piccola superficie per impedire che si asciughi prima dell’applicazione dei pannelli.

Se volete creare un effetto davvero originale potreste pensare di rivestire solo metà parete e di collegare le due parti tramite un cornice decorativa. La vostra casa risulterà meglio isolata dall’esterno e, soprattutto, più bella.
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Come curare l’emicrania

Le cause che provocano l’ emicrania sono denominate trigger. Essi sono vari, e racchiudono alcune variazioni nelle consuetudini quotidiane come ad esempio dormire poco o andare a letto a ore inconsuete, saltare i pasti o invece mangiare in tempi differenti dal normale. Finanche alcuni tipi di cibi, l’esposizione al sole, a luci molto forti o a rumori fastidiosi possono originare l’ emicrania, come, in ugual modo, l’uso sproporzionato di analgesici per frenare un mal di testa ripetuto ed anche lo stress.

E’ buona norma tenere un diario dove annotare tutte le condizioni in cui ci si trova quando compaiono i sintomi del disagio in questo modo si capirà quali sono le situazioni a rischio emicrania e quindi evitarle. Il vino rosso, il cioccolato, il formaggio e  la caffeina, oltre agli edulcoranti a base di aspartame, i cibi colmi di glutammato come quelli cinesi, o pieni di solfiti come il salame o il prosciutto, fanno parte di alcuni alimenti che si devono assumere in piccole dosi e sporadicamente se si soffre di questo disturbo. Se nel diario un alimento si presenta più volte, è possibile che sia uno dei trigger e, pertanto, va rimosso dalla alimentazione. Lo stesso si deve fare con tutti gli altri elementi che ricorrono precedentemente alle crisi di emicrania.

Se il disturbo si presenta più volte in un mese e con una durata di più giorni e sia molto intenso, è consigliabile consultare un  medico per avere rimedi più mirati. Un ruolo fondamentale è dato ai triptani,  farmaci peculiari per l’emicrania che operano stimolando il restringimento delle pareti dei vasi encefalici.

Secondo alcuni recenti studi, anche  l’agopuntura, l’antica dottrina orientale, è valida per ridurre l’intensità e la ripetitività degli attacchi di emicrania. Inoltre il biofeedback, una metodologia che amalgama tecnologia, pratiche orientali e psicologia che ha come obiettivo quello di  insegnare alla persona a tenere sotto controllo, per mezzo di tecniche di distensione, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e tensione muscolare in maniera da riattivare l’equilibrio e diminuire la ripetitività e l’intensità della cefalea.

Esistono inoltre maniere coadiuvanti come la Tens, o sollecitazione elettrica transcutanea, che in alcuni casi potrebbe essere utile per diminuire i frequenti casi di sofferenza cervicale affiliati all’emicrania.


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lunedì 3 dicembre 2012

La vittoria di Bersani alle primarie del PD

Pier Luigi Bersani ha festeggiato la vittoria alle primarie organizzate dal centro sinistra spillando birra in un pub per tutti i volontari partecipanti alla campagna. L’immagine di Bersani intento a versare birra è rimbalzata sul web dal profilo Twitter dell’ormai ufficiale prossimo candidato premier.

Le primarie del Pd, partite domenica 25 novembre e proseguite per il ballottaggio domenica 2 dicembre, hanno portato ad una decisiva vittoria del segretario del Partito Democratico che ha battuto Matteo Renzi con una percentuale del 60,6% contro il poco più del 39% ottenuto dal sindaco di Firenze. Nel primo turno delle votazioni Bersani aveva ottenuto il 44,9% contro il 35,5% di Renzi, il 15,6% del governatore della Puglia Nichi Vendola, il 2,6% di Laura Puppato e l’1,4% di Bruno Tabacci.

Schiacciante vittoria di Bersani anche all’estero dove ha ottenuto il 64,4% contro il 35,5% di Renzi.

Al di là dell’esito delle primarie ciò che è saltata all’occhio nell’ultima settimana è stata la grande partecipazione degli italiani che si sono recati in gran numero alle urne. Quel che politici e opinionisti hanno messo in risalto è stata dunque la rinascita dell’interesse per la politica che si riflette nella volontà di tornare protagonisti nelle scelte dei candidati. Un trionfo della politica, insomma, come è parso evidente anche dallo share delle trasmissioni televisive che nei giorni precedenti il ballottaggio si sono dedicate alle primarie ospitando anche i duellanti in un confronto-scontro su modello americano.

Ma cosa accadrà adesso? In seguito alle polemiche scatenate dal comitato pro Renzi sulle regole delle votazioni ci si aspetterebbe poca volontà di collaborazione. Ma mentre Bersani informa gli italiani sul progetto di una nuova Italia all’insegna del cambiamento, Renzi dichiara che il suo ruolo adesso sarà di dare una mano al partito sia da militante che da sindaco.
Si prospetta dunque una piena intesa in vista delle prossime elezioni che, dopo questa parentesi che potremmo definire tecnica, dovrebbero riconsegnare l’Italia ad un governo propriamente politico.

In attesa allora di sapere come andrà il futuro del centro sinistra e dell’Italia intera quel che è certo è che in questi due giorni di votazione a vincere sono stati prima di tutto gli italiani che hanno riscoperto il piacere e l’importanza di occuparsi delle questioni politiche del proprio paese.

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Come curare il mal di gola

Molte volte basta un colpo di freddo per raffreddarsi e contrarre il fastidioso mal di gola; per curarlo non si devono per forza assumere medicinali, antinfiammatori o, addirittura, antibiotici da acquistare in farmacia. Infatti, molto spesso, con un po’ di pazienza nel sopportare il dolore dei primi giorni e qualche consiglio delle nostre mamme o, ancor meglio, delle nostre nonne, possiamo preparare dei rimedi naturali che possono essere un vero toccasana per combattere quell’orribile mal di gola.

In passato, proprio le nonne, consigliavano di lasciar sciogliere in bocca un cucchiaio di miele puro, il quale, è ottimo contro le affezioni delle vie respiratorie ed è difatti il rimedio più conosciuto anche perché è un  antibatterico naturale, ha proprietà antisettiche, espettoranti e calmanti della tosse. Ma altresì il limone è un egregio rimedio, il succo di limone con il supplemento di un cucchiaino di miele dà origine ad una mistura che bevuta lentamente ogni due ore rimuove i noiosi bruciori del mal di gola. In tal caso la miscela si degusta fredda, ma sussiste una tipologia più calda, ottenuta  scaldando sul fuoco acqua con del succo di limone e usando il miele per edulcorare. Questa limonata deve essere bevuta ogni quattro ore. Tali consigli sono molto semplici e anche genuini oltre che saporiti. Ma il campo dei rimedi naturali non è limitato solo a questi, anzi, è molto più vasto di quanto si possa pensare. Anche bere una tazza di latte caldo con un cucchiaio di miele e un rosso d’uovo può essere molto salutare.

Gli erboristi propongono contro i segnali del mal di gola di fare i sciacqui con le foglie della Pulmonaria, una pianta che fa parte della famiglia delle Boraginaceae, autoctona dell’Europa e della zona caucasica. Bere dell’ acqua con una piccola quantità di fiori della pianta sarebbe efficace contro l’infiammazione. Se non vi preferite la Pulmonaria o perché non ne avete nozione o perché l’erboristeria più vicina è troppo lontana da casa vostra, tentate di  fare i gargarismi con il basilico;  predisponete un decotto con diverse foglie di basilico fresco, lasciate raffreddare e proseguite con gli sciacqui.

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Cosa visitare a Budapest

Budapest è una delle capitali più belle del mondo, una città ricca di storia ed arte, spesso viene definita la “Parigi dell’Est”. Non è di grandissime dimensioni e per questo è facile visitarla tutta in pochi giorni. Per girare la città è possibile usufruire del sistema di trasporti della Budapest Kozlekedesi Vallalat, BKV, società che gestisce la circolazione di tram, metropolitane ed autobus della metropoli. In alternativa ci si può spostare in taxi ma se si opta per questo mezzo è consigliabile concordare con il tassista il percorso e la tariffa di viaggio.

Seguendo il corso del Danubio si intuisce il legame che c’è tra l’Ungheria e l’Europa, il fiume divide la città in due parti, da una parte è collocata la collina di Buda, dall’altra si trova la zona commerciale e ludica di Pest, le due zone sono collegate da imponenti ponti che richiamano l’attenzione dei turisti per la loro bellezza architettonica. Per i visitatori le giornate sono ricche di cose da vedere e da fare, tanti sono i luoghi di intrattenimento, di ristorazione e la vita notturna è a dir poco frenetica.

Durante la giornata si possono visitare musei e chiese, tra i monumenti di principale interesse c’è il Palazzo Reale, al suo interno si trovano la Galleria Nazionale, la Chiesa di Mattia, il Bastione, i musei della Collina, tra i quali quello ebraico, militare e quello della musica. Altre mete che non possono mancare nel percorso turistico sono il parco del Danubio e le rovine di Aquincum, un’antica città romana dove oggi è collocato un museo all’aperto. Ma ad attirare milioni di turisti sono soprattutto le rinomate terme di Budapest, sono presenti circa 118 sorgenti d’acqua termale naturale, la maggior parte di queste si trovano in luoghi aperti come piazze e strade pubbliche. Le serate possono essere trascorse gustando le pietanze tipiche del luogo, è possibile trovare ristoranti per tutte le tasche, il cibo è di ottima qualità sia in ristoranti economici che in quelli di lusso. Dopo cena si può andare all’Opera oppure, i più giovani, possono scegliere di recarsi in una delle tante discoteche della città.

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Come sbiancare i denti

Si sa, i denti purtroppo tendono ad ingiallirsi in maniera naturale a causa del passare del tempo, ma anche l’uso di certi alimenti o di alcune bevande possono contribuire allo scurirsi della dentatura.  Questa fastidiosa condizione tende a dare non pochi problemi ed imbarazzi. Il caffè, il te o comunque tutte le bevande scure o la scarsa igiene orale tendono a macchiare il nostro sorriso; a ciò contribuisce anche l’assunzione di alcuni antibiotici come la tetraciclina e doxiciclina o i medicinali antipsicotici e cure antipertensive.

Si possono mettere in atto alcuni toccasana per ribaltare l’ingiallimento e levare le chiazze dei denti in modo naturale. Per liberarsi da ulteriori danneggiamenti, potrebbe essere indispensabile addurre variazioni al proprio stile di vita. I seguenti rimedi casalinghi per i denti gialli possono aiutare a migliorare la vostra dentatura. Ad esempio risciacquare la bocca con acqua tiepida, dopo aver mangiato coadiuverà a togliere gli agenti macchianti costanti. Adoperando una cannuccia quando si bevono bevande “colorate”, aiuterà a ridurre i danni causati ai denti.

Ci sono poi certi tipi di frutta che possono favorire a sfregare via le macchie dai denti, come le mele, carote e sedano. Consumate uno di questi alimenti dopo aver assaggiato un pasto così da sostenere lo sbiancamento dei denti gialli.

Se  frizionate la parte bianca di una buccia d’arancia sui denti, è probabile trattare l’aspetto giallognolo che può verificarsi con gli anni.

Molte persone usano la polpa di fragola per i suoi risultati naturali nel processo di sbiancamento dei denti ingialliti.

Per sanare i denti gialli, utilizzate un misto di sale, bicarbonato e acqua così da realizzare una amalgama che può togliere le macchie superficiali.

limone e sale sono ottimi per questo genere di problema, infatti, nonostante le qualità acide presenti nel succo di limone, diverse persone usano una mistura fatta di tre parti di succo di limone e una parte di sale sui propri denti. La cura viene fatta agire per circa un minuto, e poi sputata. Sarà necessario in seguito lavarsi i denti. Per alcuni, sono necessarie almeno due settimane per percepire i risultati. Non adoperare questo rimedio se avete denti e gengive sensibili.

 

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giovedì 29 novembre 2012

Come controllare il senso di fame

Il desiderio di mangiare, al di là della fame, è qualcosa che molto spesso trascende dal bisogno fisico di nutrirsi e interessa altri bisogni, psicologici ed emotivi. Possiamo avere un incontrollabile voglia di mangiare in particolari stati di ansia e di depressione, o al contrario accusare un senso di inappetenza e rifiuto del cibo. Per ognuna di quelle che sono vere e proprie patologie c’è una cura. In alcuni casi è bene rivolgersi ad un nutrizionista, ma se in nostri problemi non hanno dimensioni preoccupanti, possiamo affrontarli con un sano training psicologico.

Da dove iniziare? E’ bene sapere, innanzitutto, che alcuni cibi particolarmente grassi o salati possono indurre la produzione di dopamine e quindi aumentare l’appetito proprio quando invece abbiamo rimpinguato le nostre riserve di energie. Questi alimenti aumentano la produzione di endocannabinoidi che inducono un senso di euforia, un po’ come droghe e alcol.

Anche dormire poco può alterare il nostro equilibrio. In primo luogo c’è la tentazione di fare piccoli spuntini se si è in stato di attività, ma non è questa la causa: alterare l’equilibrio del sonno causa uno scompenso ormonale, come dimostrato da alcuni studi, che induce a mangiare di più, consumando alimenti dolci e zuccherosi (torte, caramelle, merendine e cioccolatini).  Infine, l’attività fisica aiuta a controllare la fame.

Il senso di appagamento prodotto dallo sport ci fa sentire soddisfatti e non ci fa desiderare di compensare con il cibo. Inoltre, è dimostrato che dopo alcune settimane di attività fisica sale l’ormone della sazietà (ormone della leptina) mentre cala quello della fame (ormone della grelina). Riassumendo: fare attività fisica regolare; bandire dalla tavola alcolici e cibi ricchi di lipidi; curare i nostri stati di ansia, stress e depressione. Questi ultimi sono la principale causa di squilibri chimici nel nostro cervello. Probabilmente, risolvendo i nostri conflitti personali, riusciremo a trovare il giusto equilibrio, tra fame e sazietà, trascendendo il desiderio di gratificazione.

 

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Come curare il vostro acquario

Avere un acquario con pesci in casa, sembra la scelta più facile per chi desidera avere animali domestici senza dover dedicare loro attenzione continua: i pesci, specie quelli esotici,  sono  magnifici da osservare, il colore blu e la trasparenza dell’acqua creano un’atmosfera suggestiva e rilassante.

Eppure, anche i nostri piccoli amici con le pinne hanno bisogno di cure, soprattutto perché vivono in un elemento diverso e spesso non siamo in grado di comprendere quali siano le necessità di un ecosistema così complesso, sebbene così concentrato.E allora ecco qualche consiglio per gestire al meglio la presenza dei graziosi pesciolini nella nostra casa.

La prima regola è non comprare una vasca troppo piccola: le dimensioni adatte a mantenere un ecosistema sano sono:  60 x 30 cm, 40 cm di altezza per una capienza di 80 l d’acqua. La temperatura deve essere quella ambientale per i pesciolini rossi; deve essere superiore ai 20 gradi centigradi per i pesci tropicali. Per quanto riguarda la pulizia, invece, bisogna effettuarla ogni 15 giorni, badando bene di eliminare circa il 25% del contenuto della vasca (senza togliere i pesci) e  immettendo nuovamente acqua a temperatura ambiente.

L’acquario deve essere riempito con acqua del rubinetto coadiuvata da alcune gocce di liquido biocondizionatore, che neutralizza gli effetti del cloro. Il filtro deve essere a carboni attivi con spugne e cannolicchi (piccoli cilindri di ceramica con un’azione biologica che favorisce la depurazione dell’acqua).  Non devono mancare le piante: hanno la funzione di produrre ossigeno e purificare l’acqua; ne bastano appena 4 o 5, dal diametro di 5 mm, da interrare in 5 cm di ghiaia. Le piantine necessitano di luce, quindi dovrete installare una lampada fitostimolante che agisca ogni giorno per 8 ore di seguito.

E’ consigliabile usare un congegno che regoli autonomamente accensione e spegnimento. Se l’acquario è popolato da pesci rossi, preferite piante Anubias o felci Miscrosorium, sono le uniche di cui essi non vanno ghiotti: eviterete così che le divorino in poco tempo, lasciando la vasca semivuota.

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Come vendere su ebay

I vostri armadi sono strapieni di vestiti dal taglio improbabile acquistati in un attimo di follia e che non avete mai messo. E anche il portagioie è pieno di bigiotteria ormai fuori moda (e a voi il vintage non piace). E cosa dire dei regali di compleanno della zia, quella a cui piace riempirvi di sciarpe fatte all’uncinetto e maglioni extralarge? E, ultimi tra tutti, i regali dell’ex fidanzato che ormai vi stanno sullo stomaco. Se pensate di corrispondere perfettamente alla descrizione, allora una soluzione per liberare armadi e cassapanche potrebbe essere quella di dare nuova vita ai vostri oggetti rivendendoli su ebay. Ma come si fa?

Prima informazione: vendere su ebay è davvero semplicissimo. Innanzitutto dovrete registrarvi sul sito. Per farlo compilate un form con tutti i vostri dati e scegliete un ID utente (sarebbe il vostro nickname) e una password. Il vostro account ebay dovrà essere necessariamente collegato ad un indirizzo e-mail valido. Se siete intenzionati a vendere molti oggetti potrete anche sottoscrivere due diversi account a vostro nome che, però, dovranno essere collegati a due differenti indirizzi e-mail.

Una volta completata la procedura di registrazione dovrete creare un “account venditore”. Si tratterà cioè di collegare il vostro account ebay ad un conto paypal, necessario per poter ricevere i pagamenti (in alternativa potreste scegliere il bonifico bancario).

Adesso siete dei venditori registrati e potete cominciare ad inserire tutti gli oggetti di cui desiderate liberarvi. Per farlo andate sulla pagina principale del sito e cliccate in alto a destra sulla scritta “vendi”. A questo punto vi verrà chiesto di scegliere tra una vendita semplificata oppure una di tipo avanzato. Scegliete la seconda modalità se volete conoscere tutte le opzioni di vendita. Inserite una breve descrizione dell’oggetto (servirà ad ebay per proporvi le categorie più adatte) e confermate.

Nella pagina successiva scegliete la categoria in cui inserire l’oggetto e, fatto questo, accederete al vero e proprio modulo di vendita. Scegliete un titolo, specificate la condizione (se è usato o no e, in generale, se è ben tenuto), inserite una foto dell’oggetto e descrivetelo brevemente. L’ultimo step consiste nell’inserire il prezzo dell’oggetto e i costi e le modalità di spedizione.

Ebay vi dà la possibilità di vendere attraverso due sistemi, quello dell’asta (l’oggetto andrà al miglior offerente) oppure il “compralo subito”. Una volta inserite tutte le informazioni il vostro oggetto è ufficialmente in vendita!

Vendere su ebay è gratuito. Vi sono però delle opzioni a pagamento che vi verranno segnalate al momento dell’inserimento dell’oggetto. Ebay inoltre trattiene una piccola percentuale sulla vendita. Per scoprirne di più vi basterà navigare nella sezione “tariffe”.

Adesso non vi resta che ricordare che qualcosa che per voi è solo un impiccio per qualcun altro potrebbe avere un grande valore. Buona vendita a tutti!

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Smalto: le tendenze autunno-inverno 2012-2013

Spesso quando si parla di cura del corpo e di make up badiamo esclusivamente a creme rassodanti e idratanti per cosce e fianchi e a primer e fondotinta per il viso e dimentichiamo invece la parte del corpo che più di tutte rivela l’età di una donna. Stiamo parlando delle mani che, spesso strapazzate da servizi domestici e dalla poca cura, risentono prima del momento del passare degli anni.

Il primo strumento che abbiamo per prenderci cura delle nostre mani è l’utilizzo di una buona crema idratante da applicare più volte durante il giorno e, assolutamente, prima di andare a dormire. Ma le mani, oltre ad essere sane e ben curate, possono essere anche belle. Vediamo dunque quali sono le tendenze smalto dell’autunno-inverno 2012-2013.

Lo smalto ha fatto parte della pochette di ogni donna dagli anni Cinquanta in poi ma la sua creazione risale nientemeno che al 3000 a. C.. Se negli anni Ottanta i colori di moda erano i tenui colori pastello sui toni del rosa e del bianco perlato, oggi invece si prediligono colori più decisi come il bordeaux, il rosso, il nero, il marrone e il viola.

Tra le tendenze moda dei prossimi mesi vi segnaliamo gli smalti “metallic” nella gradazioni blu navy e blu notte. Tipica della stagione invernale passata ma ancora di moda è la half moon, una mezza luna che la vostra estetista di fiducia creerà sotto vostra richiesta nella parte inferiore dell’unghia. Con la half moon le vostre unghie appariranno non solo più belle ma anche più lunghe.

Per una serata speciale oltre a mettervi in ghingheri non dimenticate lo smalto glitterato. Must degli anni Novanta, il glitter torna sulle passerelle nei colori più sgargianti.

Infine se amate il vintage e l’effetto bambolina, allora osate con uno smalto a pois. Badate solo ad accostare bene i colori e l’effetto sarà davvero originale.

Insomma uno smalto per ogni occasione ma soprattutto per mani belle e curate.

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I 50 anni dei Rolling Stones

Il mondo della musica è ancora nel pieno dei festeggiamenti per l’anniversario dei 50 anni dall’uscita di “Love me do”, il primo singolo dei Beatles, che un’altra band reclama il primo posto, ora come allora, per i suoi 50 anni. È evidente a tutti, stiamo parlando dei Rolling Stones e se negli anni Sessanta stare con i Beatles o con gli Stones era un po’ il marchio della propria personalità, sembra che oggi si riproponga il dilemma. Insomma, Beatles o Rolling Stones?

Il problema è stato risolto dagli stessi Stones. Se le celebrazioni per i 50 anni dei Beatles si erano aperte a Liverpool, precisamente nel piazzale antistante la cattedrale della città, con un coro di fan che aveva intonato proprio “Love me do”, i Rolling Stones, vivi e più pimpanti che mai, hanno festeggiato i cinquant’anni dal palco dell’Arena 02 di Londra aprendo il concerto con “I wanna be your man”, pezzo scritto da Lennon e McCartney. Un tributo ai Fab Four che sembra aver messo una pietra sopra a qualsiasi dilemma esistenziale su chi scegliere e alla presunta rivalità tra le due band inglesi.

Erano in ventimila i fan accorsi a festeggiare i 50 anni degli Stones che non si sono fatti mancare davvero nulla. Vestiti scintillanti ora come allora e sullo sfondo una bocca gigante (difficile dire se sia quella del simbolo della band o un tributo al solo Mick Jagger). I biglietti, esauriti in soli 7 minuti, sono costati ai fan dai 130 ai 500 euro. Un piccola cifra per vedere la storia della musica mondiale dimenarsi lì sul palco come se non avesse 50 anni suonati (e chi la suona molti di più).

Tra i prezzi proposti dalla rock band “Paint It Black”, “Miss you”, “Gimme Shelter” e “Wild Horses”. Certo la voce non è più la stessa, inutile negarlo, e anche il suono non è così fluido come una volta. Eppure Mick, lì sul palco sembra abbia voluto gridare al mondo un unico messaggio “Noi siamo ancora qui”. E al diavolo i Beatles.

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Hotel a Salou: vacanze nel cuore della Costa Daurada

Salou é una zona presente nella fantastica e suggestiva Costa Dorada catalana, cioè, per capire meglio, si tratta della bellissima costa di Tarragona. Il centro abitato presenta una cittadinanza di pressappoco 25mila residenti ma nella bella stagione, tale numero, aumenta veramente molto di più, diventa quasi cinque volte maggiore, ed infatti, il turismo è la fonte principale dell’economia di questa  regione.

Oggi Solou è la località turistica prediletta dai viaggiatori europei, mentre prima era considerata una città di mare con un porto molto importante. Tuttora il porto resta un punto fondamentale per la città ed è anche di grande interesse turistico insieme alle spiagge, al clima perfetto e soprattutto l’immensa offerta di alloggio per i turisti. Infatti, Solou, contrariamente ad altre mete della Catalogna come ad esempio Barcellona e la Costa Brava, è una zona turistica perfetta per le famiglia, specie per coloro che hanno bambini piccoli perché non c’è modo di praticare vita mondana e quindi è una zona molto più tranquilla dove potrete prenotare un albergo anche al centro della città ottenendo comunque giornate rilassanti e riposanti per tutta la famiglia.

Nonostante questo Salou è sempre e comunque una città che offre anche divertimento, è infatti un luogo di vacanza perfetto per gli amanti dello sport, coloro che desiderano dedicarsi all’attività sportiva anche durante il loro periodo di vacanza, e così, a Salou, per queste persone sarà possibile praticare trekking, ippica, ciclismo e golf oltre a tutti gli altri sport acquatici e da spiaggia. Oltre alle immersioni e a tanti altri tipi diversi di sport, avrete anche la possibilità di godere della squisita cucina catalana che potrete assaporare nei vari ristoranti presenti.

La vostra vacanza spagnola sarà veramente indimenticabile, vi basterà prenotare l’albergo più adatto a voi e alle esigenze della vostra famiglia, questo sarà molto facile, perché è vasta la scelta tra le strutture turistiche di Salou che sono state costruite a misura di turista, per permettere a quest’ultimo di vivere un’indimenticabile vacanza tra le bellezze della Catalogna, in una zona veramente stupenda dal clima e dal mare strabilianti.

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Come scegliere l’hotel a Salamanca

Salamanca è una bellissima località spagnola dove per decidere dove alloggiare durante la propria vacanza c’è l’imbarazzo della scelta. Ad esempio si potrebbe optare per un hotel nel centro della città, quest’ultimo ha la sua punta di diamante  nella splendida piazza secentesca, la Plaza Mayor, mastodontica, concretizzata tra il 1729 e il 1755, accerchiata da stupende residenze signorili a porticati, tra i quali l’Ayuntamiento, cioè il municipio, ornati con decorazioni ovali rappresentanti persone importanti ispaniche e  celebri.

La Plaza Mayor di Salamanca è stata utilizzata come  modello per creare ulteriori piazzali che sono stati realizzati di conseguenza in Spagna come la Plaza Mayor di Madrid, molto somigliante alla prima se non identica, ma lievemente più piccina. Salamanca a differenza di Madrid è molto meno costosa e quindi permette a tutti di godere di una perfetta vita mondana, club jazz, discoteche dove giovani turisti e studenti si divertono ogni sera. Uno dei richiami maggiori di Salamanca è il composito della cattedrale, La Catedral Nueva che venne innalzata nel 1512 e non è mai stata ristrutturata al contrario di tantissime cattedrali in tutta Europa e nel mondo.  Come la Catedral Nueva, anche la Catedral Vieja è rimasta intatta nel tempo e quindi non è mai stata ricostruita, essa è uno specifico modello della composizione  architettonica romanica e comprende l’ ente più arcaico d’Europa.

Prenotare un hotel a Salamanca è semplice, scegliere un albergo in un punto strategico dal quale sentirsi vicini ad ogni bellezza cittadina è un gioco da ragazzi, perché ovunque alloggerete vi sentirete al centro di tutto, vi basterà passeggiare per le stradine di Salamanca per incontrare musei d’arte che contengono opere stupefacenti che lasciano senza parole alla sola vista, inoltre vi troverete di fronte ad opere scultoree di grande interesse e derivanti da stili differenti dell’architettura europea.

Le serate possono poi iniziare all’intero di incantevoli bar e locali dove incontrare persone molto piacevoli con le quali passare serate molto divertenti e degustare la cucina tipica della Spagna del nord, come ad esempio le tradizionali e squisite tapas. A Salamanca vivrete una vacanza fantastica all’insegna della cultura e del grande divertimento.

 

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mercoledì 28 novembre 2012

Come fare se si smarrisce la patente

A tutti prima o poi è capitato di smarrire un documento, di rovinarlo accidentalmente o peggio ancora, di essere vittima del furto dello stesso.

Quando si tratta della patente di guida, poi, al fastidio per il piccolo inconveniente si aggiungono i problemi pratici di tutti i giorni derivanti dall’impossibilità di spostarsi autonomamente. Ecco brevemente cosa fare nel caso di furto o smarrimento della propria patente di guida per poterla riottenere nell’intervallo di tempo più breve possibile!

Innanzitutto, denunciare!

La prima cosa da fare in caso di furto o smarrimento è presentare un’apposita denuncia di smarrimento, furto, distruzione della patente di guida agli Organi di Polizia (Polizia, Carabinieri, Comandi Vigili Urbani) entro 48 ore dal momento in cui ci rendiamo conto del problema (se siete all’estero , dovrete ripetere la denuncia in Italia). La cosa migliore è presentarsi già in questa fase  con due fototessera a sfondo chiaro e un documento di riconoscimento valido (ad esempio la carta di identità). In questo modo potrete già ottenere  un foglio provvisorio di circolazione, da presentare, nel caso veniste fermati per un controllo da Polizia o Carabinieri, in sostituzione della vostra patente in attesa di riottenere il documento vero e proprio.Visto che a questo punto la denuncia è partita, nel fortuito caso in cui ritrovaste la vostra patente dovrete comunque distruggerla!

Ottenere di nuovo la patente

In questa fase l’organo di Polizia del vostro Comune o città  verificherà se la patente è duplicabile o no dall’Ufficio Centrale Operativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel caso in cui la vostra patente è duplicabile ,  l’Ufficio Centrale Operativo invierà direttamente la patente tramite posta. I tempi di attesa sono relativamente brevi, quindi se dopo un paio di mesi non avete ancora ricevuto previo posta la patente, informatevi al Comando di Polizia o Carabinieri più vicino.

Quando invece la patente non può essere duplicata dall’Ufficio Operativo, tocca rivolgersi agli Uffici Provinciali del Dipartimento Trasporti Terrestri per richiederne il duplicato, da ottenere o tramite Posta o mediante lo stesso Ufficio Trasporti Terrestri.

E’ da ricordare infine che , se siete cittadini extracomunitari, dovrete presentare anche fotocopia del permesso di soggiorno mentre se intendete delegare un parente o un amico per compiere queste operazioni, dovrete compilare un’apposita delega che verrà presa in considerazione dalle Forze dell’Ordine

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Viaggio e Hotel a Parigi: dalla Torre Eiffel a Disneyland

Programmare una villeggiatura perfetta nella capitale della Francia è molto facile; sarà sufficiente esaminare con attenzione  i siti web adatti e fissare la vacanza dei propri sogni in modo estremamente semplice  e nella agiatezza della propria abitazione. Dovrete soltanto immettere le giornate in cui ipotizzate di trascorrere questa tanto desiderata vacanza e aspettare la disponibilità dell’ hotel e del volo  aereo. Appena sarete atterrati a Parigi, una metropoli dalle infinite sfaccettature, avrete la possibilità di scegliere diverse mete fantastiche  da visitare. Di sicuro il Louvre è una sosta doverosa per gli appassionati di arte, fantastico museo che conserva e tutela la Gioconda di Leonardo Da Vinci. Visitatori che provengono da ogni parte del  mondo si mettono in fila per poterla ammirare e fotografare  in prima persona.

La seconda tappa è ovviamente al Museo d’Orsay, innalzato sulla vecchia stazione nel 1900 in ricorrenza dell’esposizione mondiale di Parigi. Le opere d’arte presenti al suo interno si  mostrano in sequenza e sono un vero incantesimo, resterete senza parole di fronte alle opere presenti, tra queste c’è l’autoritratto di Van Gogh. Traccia di identificazione della capitale francese è la celebre e popolare Torre Eiffel, composta da 18.038 pezzi di lega metallica e completata il 31 marzo 1889. Quest’opera ha suscitato diverse polemiche, è stata addirittura definita lo scheletro di una torre, ma questa continua ad incantare ogni tipologia di turista che non lascia Parigi senza aver fatto una foto con la celebre e simbolica torre Eifell.

Non ci si può scordare della bellissima e inesplicabile  Notre Dame de Paris, desiderata dal Vescovo Sully, fu innalzata recuperando i soldi in tutta Parigi, equipollente di sfarzo e magnificenza è la Reggia di Versailles, fatta nascere dalle brame inaspettate di Luigi XIV, il Re del Sole. Le camere godono il nome dei corpi celesti e si aprono tutte in cerchio alla stanza del trono definita Salone di Apollo. Per i bambini invece l’attrattiva maggiore è la fantomatica Disneyland Paris, il celebre e noto Parco  divertimenti della capitale francese. Esso è veramente suggestivo, tanto da far perdere il fiato. Qui troverete tutti i personaggi Disney che più amate, giostre tematiche e diverse attività ludiche per i bambini.

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