venerdì 21 dicembre 2012

Come curare il sonnambulismo?

Il sonnambulismo è un disturbo del sonno che colpisce in maggior misura i bambini, ma interessa anche una grossa fetta di soggetti adulti. Si tratta di una sorta di risveglio parziale, in cui il dormiente riesce ad alzarsi e a camminare, spesso compie azioni abituali, come andare da una stanza all’altra, sedersi o afferrare un oggetto.  In alcuni casi il soggetto affetto da sonnambulismo può anche imitare gesti come il lavarsi o il mangiare o anche parlare.

Questo si verifica nel primo stadio del sonno quello che precede la fase r.e.m. (rapid eye movement) caratterizzata da una intensa attività onirica. Secondo alcune ricerche questo problema può essere causato da difficoltà dell’apparato respiratorio, sovrappeso o ingrossamento delle adenoidi. E’ nell’infanzia che si manifestano i primi episodi di questo disturbo e molto spesso tendono a diminuire fino a scomparire del tutto in età adulta. E’ possibile però che il sonnambulismo si manifesti per la prima volta in età matura, sottraendo sonno e riposo e abbassando il livello di qualità della vita. In questi casi è difficile che scompaia spontaneamente, pertanto è necessario rivolgersi a strutture specializzare nel trattamento dei disturbi del sonno.

In questi centri viene eseguito un esame particolare per individuare la tipologia e la gravità della parasonnia, chiamato polisonnografia. Si tratta di una osservazione costante delle varie del sonno, volta a individuare, con strumenti adeguati, l’entità della patologia. Infatti, i medicinali che curano i disturbi del sonno, hanno effetti collaterali non trascurabili e bisogna farne uso solo in casi in cui il sonnambulismo costituisca una condizione invalidante nella vita quotidiana. Casi non gravi possono essere trattati con benzodiazepine e triptofano che riducono la profondità del sonno.

Un caso a sé è quello rappresentato da alcune forme particolari di epilessia, che si manifestano con crisi notturne durante le quali il soggetto può urlare e compiere movimenti inconsulti. Questa patologia si cura con farmaci antiepilettici e non bisogna confonderla con il sonnambulismo.

 

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