La cultura è una componente fondamentale della società, essa comprende consuetudini, usi costumi, credenze, ma anche strati e strati di sapere, di dottrina accumulati dal lavoro di ricerca e di studio dell’uomo. Da un punto di visto antropologico la cultura è il grado di evoluzione di un etnia, di una civiltà, di un popolo, alla pari con la tecnologia ed il progresso scientifico.
Per tali ragioni essa va tutelata, protetta ed incentivata dal sistema di governo, poiché essa è anche espressione del livello di democrazia e partecipazione di un popolo. Nei paesi ricchi la cultura è sovvenzionata e incoraggiata dallo Stato, ma anche da mecenati, filantropi e magnati che ne sono fruitori, proprio come i cittadini. Tuttavia la grave crisi mondiale che, negli ultimi cinque anni, si è abbattuta sull’economia, il settore cultura è, drammaticamente, il più interessato dai tagli.
Una trentina di dirigenti rischiano di scomparire (nonostante il rapporto 1 a 150), per cui le pratiche paesaggistiche non potranno essere più evase (con organico inadeguato il silenzio-assenso diventa pericolosissimo).
Vittima dei pesanti interventi di decurta mento è la Quadriennale di Roma (La Quadriennale esiste nel 1927 e da allora non ha mai saltato un’edizione): è stata infatti cancellata la XVI edizione che avrebbe dovuto svolgersi da ottobre a gennaio al Palaexpò. Il Ministero dei Beni Culturali ha infatti ritirato il proprio finanziamento che avrebbe coperto la gran parte delle spese. Nelle stesse condizioni, in pericolo di sparire, anche musei, gallerie, teatri fondazioni che lanciano appelli, pubblici, petizioni, pur di non scomparire nel nulla, prime vittime della crisi e primi enti a vedersi stoppare i fondi.
In Italia la situazione è particolarmente precaria. Quest’anno, sono stati decurtati 10000 euro destinati ai comitati scientifici, che sono scomparsi. Nel 2013 i fondi potrebbero essere ulteriormente falciati: solo 86 milioni stanziati nel budget per il patrimonio storico e artistico nazionale. Più tagli ai Beni culturali, meno allo spettacolo , settore che rende di più. Mentre circa trenta dirigenti rischiano di essere licenziati, con il rischio, concreto, che le pratiche paesaggistiche rimangano inevase
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