«Fu chiaro fin dall’inizio che ogni qualvolta c’era un lavoro da fare, il gatto si rendeva irreperibile» ha scritto George Orwell, il fortunato autore de La fattoria degli animali e di 1984. Chi possiede un gatto sa bene che l’attività preferita di questi animali domestici è rincorrere buste di plastica, cercare di infilarsi in sacchetti di carta, strusciarsi sulle gambe per essere coccolati e, soprattutto, stare arrotolati su se stessi e dormicchiare. Fin qui niente di strano. Ma cosa fare quando il gatto comincia ad affilare le unghie sulla credenza di legno massello e sul divano in pelle e, in periodo natalizio, attenta alla vita delle decorazioni sull’albero di Natale? Urlare non è certo una soluzione. Come fare dunque ad educare un gatto?
Ignorando i metodi giusti non sarà di certo una facile impresa. La prima regola, quella fondamentale, è cominciare ad educare il gatto sin dal primo giorno. Se vogliamo che non faccia qualcosa non servirà a nulla punirlo oppure urlargli contro ma basterà un no deciso. Prendiamo ad esempio la cassetta igienica. Se il gatto è piccolo e non è ancora abituato a fare i suoi bisogni dove dovrebbe, è importante afferrarlo dolcemente e portarlo nella cassetta. Quando comincerà a fare lì i suoi bisogni ricompensiamolo con bocconcini prelibati e carezze extra.
Il principio è lo stesso per quanto riguarda la brutta abitudine di affilare le unghie su mobili e divani. Per evitare che lo faccia allora è buona norma acquistare un tiragraffi e portare lì il gatto ogni qual volta lo sorprenderemo a farsi le unghie dove non vogliamo. Quando il gatto andrà spontaneamente ad affilare le unghie sul tiragraffi allora gratifichiamolo con cibi particolarmente gustosi e con tante coccole.
Con dei metodi educativi dolci ma decisi il gatto capirà in poco tempo cosa non può fare e quali sono, invece, gli atteggiamenti che gli conviene adottare. La convivenza, in questa maniera, sarà di certo più piacevole sia per noi che per il nostro piccolo amico a quattro zampe.
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