La gran parte dei lavori d’ufficio prevedono che l’impiegato stia seduto per diverse ore alla scrivania. Ciò ha sempre generato problemi alla schiena o al collo, poiché mantenere la stessa posizione per sei o otto ore, non può che essere nocivo. Tuttavia, da almeno trent’anni si è aggiunto un altro, non trascurabile fattore di stress per il lavoratore sedentario: l’uso del personal computer. Lavorare al computer continuativamente può dare origine a due ordini di problemi: ortopedici e alla vista.
I datori di lavoro, infatti, sono tenuti a causa della recente normativa vigente che tutela i diritti dei lavoratori, a garantire loro tutto ciò che serve per limitare al minimo i problemi di salute indotti dall’utilizzo prolungato del computer. In alcuni casi, i datori di lavoro, sono costretti a versare quella che si chiama “indennità di computer” che risarcisce il dipendente dei danni arrecati alla vista o alla schiena.
In primo luogo, gli impiegati devono poter usufruire di una pausa almeno ogni ora, in modo da potersi alzare, sciogliere i muscoli e riposare la vista. Tali accorgimenti, non valgono meno per chi lavora da casa o per chi utilizza il pc per altri tipi di attività.
Anzitutto il monitor: va tenuto direttamente davanti alla persona, in una posizione leggermente inferiore allo sguardo in modo che si mantenga una postura naturale. In secondo luogo la fonte di luce, possibilmente, non deve illuminare direttamente il computer, ma deve essere posta poco distante.
La scrivania o il piano su cui poggia il pc deve avere una profondità di 50 – 70, in modo che chi vi siede possa spostare agevolmente gli avambracci e possa muoversi liberamente. Per quanto riguarda la posizione del corpo, i piedi devono toccare entrambi il pavimento e la figura deve formare un angolo di novanta gradi sulla sedia. Per rilassare la vista è necessario di tanto in tanto alzarsi, e fissare oggetti che si trovano a lunga distanza. Può aiutare affacciarsi ala finestra e osservare il panorama in lontananza.
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