giovedì 29 novembre 2012

Come controllare il senso di fame

Il desiderio di mangiare, al di là della fame, è qualcosa che molto spesso trascende dal bisogno fisico di nutrirsi e interessa altri bisogni, psicologici ed emotivi. Possiamo avere un incontrollabile voglia di mangiare in particolari stati di ansia e di depressione, o al contrario accusare un senso di inappetenza e rifiuto del cibo. Per ognuna di quelle che sono vere e proprie patologie c’è una cura. In alcuni casi è bene rivolgersi ad un nutrizionista, ma se in nostri problemi non hanno dimensioni preoccupanti, possiamo affrontarli con un sano training psicologico.

Da dove iniziare? E’ bene sapere, innanzitutto, che alcuni cibi particolarmente grassi o salati possono indurre la produzione di dopamine e quindi aumentare l’appetito proprio quando invece abbiamo rimpinguato le nostre riserve di energie. Questi alimenti aumentano la produzione di endocannabinoidi che inducono un senso di euforia, un po’ come droghe e alcol.

Anche dormire poco può alterare il nostro equilibrio. In primo luogo c’è la tentazione di fare piccoli spuntini se si è in stato di attività, ma non è questa la causa: alterare l’equilibrio del sonno causa uno scompenso ormonale, come dimostrato da alcuni studi, che induce a mangiare di più, consumando alimenti dolci e zuccherosi (torte, caramelle, merendine e cioccolatini).  Infine, l’attività fisica aiuta a controllare la fame.

Il senso di appagamento prodotto dallo sport ci fa sentire soddisfatti e non ci fa desiderare di compensare con il cibo. Inoltre, è dimostrato che dopo alcune settimane di attività fisica sale l’ormone della sazietà (ormone della leptina) mentre cala quello della fame (ormone della grelina). Riassumendo: fare attività fisica regolare; bandire dalla tavola alcolici e cibi ricchi di lipidi; curare i nostri stati di ansia, stress e depressione. Questi ultimi sono la principale causa di squilibri chimici nel nostro cervello. Probabilmente, risolvendo i nostri conflitti personali, riusciremo a trovare il giusto equilibrio, tra fame e sazietà, trascendendo il desiderio di gratificazione.

 

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Come curare il vostro acquario

Avere un acquario con pesci in casa, sembra la scelta più facile per chi desidera avere animali domestici senza dover dedicare loro attenzione continua: i pesci, specie quelli esotici,  sono  magnifici da osservare, il colore blu e la trasparenza dell’acqua creano un’atmosfera suggestiva e rilassante.

Eppure, anche i nostri piccoli amici con le pinne hanno bisogno di cure, soprattutto perché vivono in un elemento diverso e spesso non siamo in grado di comprendere quali siano le necessità di un ecosistema così complesso, sebbene così concentrato.E allora ecco qualche consiglio per gestire al meglio la presenza dei graziosi pesciolini nella nostra casa.

La prima regola è non comprare una vasca troppo piccola: le dimensioni adatte a mantenere un ecosistema sano sono:  60 x 30 cm, 40 cm di altezza per una capienza di 80 l d’acqua. La temperatura deve essere quella ambientale per i pesciolini rossi; deve essere superiore ai 20 gradi centigradi per i pesci tropicali. Per quanto riguarda la pulizia, invece, bisogna effettuarla ogni 15 giorni, badando bene di eliminare circa il 25% del contenuto della vasca (senza togliere i pesci) e  immettendo nuovamente acqua a temperatura ambiente.

L’acquario deve essere riempito con acqua del rubinetto coadiuvata da alcune gocce di liquido biocondizionatore, che neutralizza gli effetti del cloro. Il filtro deve essere a carboni attivi con spugne e cannolicchi (piccoli cilindri di ceramica con un’azione biologica che favorisce la depurazione dell’acqua).  Non devono mancare le piante: hanno la funzione di produrre ossigeno e purificare l’acqua; ne bastano appena 4 o 5, dal diametro di 5 mm, da interrare in 5 cm di ghiaia. Le piantine necessitano di luce, quindi dovrete installare una lampada fitostimolante che agisca ogni giorno per 8 ore di seguito.

E’ consigliabile usare un congegno che regoli autonomamente accensione e spegnimento. Se l’acquario è popolato da pesci rossi, preferite piante Anubias o felci Miscrosorium, sono le uniche di cui essi non vanno ghiotti: eviterete così che le divorino in poco tempo, lasciando la vasca semivuota.

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Come vendere su ebay

I vostri armadi sono strapieni di vestiti dal taglio improbabile acquistati in un attimo di follia e che non avete mai messo. E anche il portagioie è pieno di bigiotteria ormai fuori moda (e a voi il vintage non piace). E cosa dire dei regali di compleanno della zia, quella a cui piace riempirvi di sciarpe fatte all’uncinetto e maglioni extralarge? E, ultimi tra tutti, i regali dell’ex fidanzato che ormai vi stanno sullo stomaco. Se pensate di corrispondere perfettamente alla descrizione, allora una soluzione per liberare armadi e cassapanche potrebbe essere quella di dare nuova vita ai vostri oggetti rivendendoli su ebay. Ma come si fa?

Prima informazione: vendere su ebay è davvero semplicissimo. Innanzitutto dovrete registrarvi sul sito. Per farlo compilate un form con tutti i vostri dati e scegliete un ID utente (sarebbe il vostro nickname) e una password. Il vostro account ebay dovrà essere necessariamente collegato ad un indirizzo e-mail valido. Se siete intenzionati a vendere molti oggetti potrete anche sottoscrivere due diversi account a vostro nome che, però, dovranno essere collegati a due differenti indirizzi e-mail.

Una volta completata la procedura di registrazione dovrete creare un “account venditore”. Si tratterà cioè di collegare il vostro account ebay ad un conto paypal, necessario per poter ricevere i pagamenti (in alternativa potreste scegliere il bonifico bancario).

Adesso siete dei venditori registrati e potete cominciare ad inserire tutti gli oggetti di cui desiderate liberarvi. Per farlo andate sulla pagina principale del sito e cliccate in alto a destra sulla scritta “vendi”. A questo punto vi verrà chiesto di scegliere tra una vendita semplificata oppure una di tipo avanzato. Scegliete la seconda modalità se volete conoscere tutte le opzioni di vendita. Inserite una breve descrizione dell’oggetto (servirà ad ebay per proporvi le categorie più adatte) e confermate.

Nella pagina successiva scegliete la categoria in cui inserire l’oggetto e, fatto questo, accederete al vero e proprio modulo di vendita. Scegliete un titolo, specificate la condizione (se è usato o no e, in generale, se è ben tenuto), inserite una foto dell’oggetto e descrivetelo brevemente. L’ultimo step consiste nell’inserire il prezzo dell’oggetto e i costi e le modalità di spedizione.

Ebay vi dà la possibilità di vendere attraverso due sistemi, quello dell’asta (l’oggetto andrà al miglior offerente) oppure il “compralo subito”. Una volta inserite tutte le informazioni il vostro oggetto è ufficialmente in vendita!

Vendere su ebay è gratuito. Vi sono però delle opzioni a pagamento che vi verranno segnalate al momento dell’inserimento dell’oggetto. Ebay inoltre trattiene una piccola percentuale sulla vendita. Per scoprirne di più vi basterà navigare nella sezione “tariffe”.

Adesso non vi resta che ricordare che qualcosa che per voi è solo un impiccio per qualcun altro potrebbe avere un grande valore. Buona vendita a tutti!

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Smalto: le tendenze autunno-inverno 2012-2013

Spesso quando si parla di cura del corpo e di make up badiamo esclusivamente a creme rassodanti e idratanti per cosce e fianchi e a primer e fondotinta per il viso e dimentichiamo invece la parte del corpo che più di tutte rivela l’età di una donna. Stiamo parlando delle mani che, spesso strapazzate da servizi domestici e dalla poca cura, risentono prima del momento del passare degli anni.

Il primo strumento che abbiamo per prenderci cura delle nostre mani è l’utilizzo di una buona crema idratante da applicare più volte durante il giorno e, assolutamente, prima di andare a dormire. Ma le mani, oltre ad essere sane e ben curate, possono essere anche belle. Vediamo dunque quali sono le tendenze smalto dell’autunno-inverno 2012-2013.

Lo smalto ha fatto parte della pochette di ogni donna dagli anni Cinquanta in poi ma la sua creazione risale nientemeno che al 3000 a. C.. Se negli anni Ottanta i colori di moda erano i tenui colori pastello sui toni del rosa e del bianco perlato, oggi invece si prediligono colori più decisi come il bordeaux, il rosso, il nero, il marrone e il viola.

Tra le tendenze moda dei prossimi mesi vi segnaliamo gli smalti “metallic” nella gradazioni blu navy e blu notte. Tipica della stagione invernale passata ma ancora di moda è la half moon, una mezza luna che la vostra estetista di fiducia creerà sotto vostra richiesta nella parte inferiore dell’unghia. Con la half moon le vostre unghie appariranno non solo più belle ma anche più lunghe.

Per una serata speciale oltre a mettervi in ghingheri non dimenticate lo smalto glitterato. Must degli anni Novanta, il glitter torna sulle passerelle nei colori più sgargianti.

Infine se amate il vintage e l’effetto bambolina, allora osate con uno smalto a pois. Badate solo ad accostare bene i colori e l’effetto sarà davvero originale.

Insomma uno smalto per ogni occasione ma soprattutto per mani belle e curate.

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I 50 anni dei Rolling Stones

Il mondo della musica è ancora nel pieno dei festeggiamenti per l’anniversario dei 50 anni dall’uscita di “Love me do”, il primo singolo dei Beatles, che un’altra band reclama il primo posto, ora come allora, per i suoi 50 anni. È evidente a tutti, stiamo parlando dei Rolling Stones e se negli anni Sessanta stare con i Beatles o con gli Stones era un po’ il marchio della propria personalità, sembra che oggi si riproponga il dilemma. Insomma, Beatles o Rolling Stones?

Il problema è stato risolto dagli stessi Stones. Se le celebrazioni per i 50 anni dei Beatles si erano aperte a Liverpool, precisamente nel piazzale antistante la cattedrale della città, con un coro di fan che aveva intonato proprio “Love me do”, i Rolling Stones, vivi e più pimpanti che mai, hanno festeggiato i cinquant’anni dal palco dell’Arena 02 di Londra aprendo il concerto con “I wanna be your man”, pezzo scritto da Lennon e McCartney. Un tributo ai Fab Four che sembra aver messo una pietra sopra a qualsiasi dilemma esistenziale su chi scegliere e alla presunta rivalità tra le due band inglesi.

Erano in ventimila i fan accorsi a festeggiare i 50 anni degli Stones che non si sono fatti mancare davvero nulla. Vestiti scintillanti ora come allora e sullo sfondo una bocca gigante (difficile dire se sia quella del simbolo della band o un tributo al solo Mick Jagger). I biglietti, esauriti in soli 7 minuti, sono costati ai fan dai 130 ai 500 euro. Un piccola cifra per vedere la storia della musica mondiale dimenarsi lì sul palco come se non avesse 50 anni suonati (e chi la suona molti di più).

Tra i prezzi proposti dalla rock band “Paint It Black”, “Miss you”, “Gimme Shelter” e “Wild Horses”. Certo la voce non è più la stessa, inutile negarlo, e anche il suono non è così fluido come una volta. Eppure Mick, lì sul palco sembra abbia voluto gridare al mondo un unico messaggio “Noi siamo ancora qui”. E al diavolo i Beatles.

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Hotel a Salou: vacanze nel cuore della Costa Daurada

Salou é una zona presente nella fantastica e suggestiva Costa Dorada catalana, cioè, per capire meglio, si tratta della bellissima costa di Tarragona. Il centro abitato presenta una cittadinanza di pressappoco 25mila residenti ma nella bella stagione, tale numero, aumenta veramente molto di più, diventa quasi cinque volte maggiore, ed infatti, il turismo è la fonte principale dell’economia di questa  regione.

Oggi Solou è la località turistica prediletta dai viaggiatori europei, mentre prima era considerata una città di mare con un porto molto importante. Tuttora il porto resta un punto fondamentale per la città ed è anche di grande interesse turistico insieme alle spiagge, al clima perfetto e soprattutto l’immensa offerta di alloggio per i turisti. Infatti, Solou, contrariamente ad altre mete della Catalogna come ad esempio Barcellona e la Costa Brava, è una zona turistica perfetta per le famiglia, specie per coloro che hanno bambini piccoli perché non c’è modo di praticare vita mondana e quindi è una zona molto più tranquilla dove potrete prenotare un albergo anche al centro della città ottenendo comunque giornate rilassanti e riposanti per tutta la famiglia.

Nonostante questo Salou è sempre e comunque una città che offre anche divertimento, è infatti un luogo di vacanza perfetto per gli amanti dello sport, coloro che desiderano dedicarsi all’attività sportiva anche durante il loro periodo di vacanza, e così, a Salou, per queste persone sarà possibile praticare trekking, ippica, ciclismo e golf oltre a tutti gli altri sport acquatici e da spiaggia. Oltre alle immersioni e a tanti altri tipi diversi di sport, avrete anche la possibilità di godere della squisita cucina catalana che potrete assaporare nei vari ristoranti presenti.

La vostra vacanza spagnola sarà veramente indimenticabile, vi basterà prenotare l’albergo più adatto a voi e alle esigenze della vostra famiglia, questo sarà molto facile, perché è vasta la scelta tra le strutture turistiche di Salou che sono state costruite a misura di turista, per permettere a quest’ultimo di vivere un’indimenticabile vacanza tra le bellezze della Catalogna, in una zona veramente stupenda dal clima e dal mare strabilianti.

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Come scegliere l’hotel a Salamanca

Salamanca è una bellissima località spagnola dove per decidere dove alloggiare durante la propria vacanza c’è l’imbarazzo della scelta. Ad esempio si potrebbe optare per un hotel nel centro della città, quest’ultimo ha la sua punta di diamante  nella splendida piazza secentesca, la Plaza Mayor, mastodontica, concretizzata tra il 1729 e il 1755, accerchiata da stupende residenze signorili a porticati, tra i quali l’Ayuntamiento, cioè il municipio, ornati con decorazioni ovali rappresentanti persone importanti ispaniche e  celebri.

La Plaza Mayor di Salamanca è stata utilizzata come  modello per creare ulteriori piazzali che sono stati realizzati di conseguenza in Spagna come la Plaza Mayor di Madrid, molto somigliante alla prima se non identica, ma lievemente più piccina. Salamanca a differenza di Madrid è molto meno costosa e quindi permette a tutti di godere di una perfetta vita mondana, club jazz, discoteche dove giovani turisti e studenti si divertono ogni sera. Uno dei richiami maggiori di Salamanca è il composito della cattedrale, La Catedral Nueva che venne innalzata nel 1512 e non è mai stata ristrutturata al contrario di tantissime cattedrali in tutta Europa e nel mondo.  Come la Catedral Nueva, anche la Catedral Vieja è rimasta intatta nel tempo e quindi non è mai stata ricostruita, essa è uno specifico modello della composizione  architettonica romanica e comprende l’ ente più arcaico d’Europa.

Prenotare un hotel a Salamanca è semplice, scegliere un albergo in un punto strategico dal quale sentirsi vicini ad ogni bellezza cittadina è un gioco da ragazzi, perché ovunque alloggerete vi sentirete al centro di tutto, vi basterà passeggiare per le stradine di Salamanca per incontrare musei d’arte che contengono opere stupefacenti che lasciano senza parole alla sola vista, inoltre vi troverete di fronte ad opere scultoree di grande interesse e derivanti da stili differenti dell’architettura europea.

Le serate possono poi iniziare all’intero di incantevoli bar e locali dove incontrare persone molto piacevoli con le quali passare serate molto divertenti e degustare la cucina tipica della Spagna del nord, come ad esempio le tradizionali e squisite tapas. A Salamanca vivrete una vacanza fantastica all’insegna della cultura e del grande divertimento.

 

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mercoledì 28 novembre 2012

Come fare se si smarrisce la patente

A tutti prima o poi è capitato di smarrire un documento, di rovinarlo accidentalmente o peggio ancora, di essere vittima del furto dello stesso.

Quando si tratta della patente di guida, poi, al fastidio per il piccolo inconveniente si aggiungono i problemi pratici di tutti i giorni derivanti dall’impossibilità di spostarsi autonomamente. Ecco brevemente cosa fare nel caso di furto o smarrimento della propria patente di guida per poterla riottenere nell’intervallo di tempo più breve possibile!

Innanzitutto, denunciare!

La prima cosa da fare in caso di furto o smarrimento è presentare un’apposita denuncia di smarrimento, furto, distruzione della patente di guida agli Organi di Polizia (Polizia, Carabinieri, Comandi Vigili Urbani) entro 48 ore dal momento in cui ci rendiamo conto del problema (se siete all’estero , dovrete ripetere la denuncia in Italia). La cosa migliore è presentarsi già in questa fase  con due fototessera a sfondo chiaro e un documento di riconoscimento valido (ad esempio la carta di identità). In questo modo potrete già ottenere  un foglio provvisorio di circolazione, da presentare, nel caso veniste fermati per un controllo da Polizia o Carabinieri, in sostituzione della vostra patente in attesa di riottenere il documento vero e proprio.Visto che a questo punto la denuncia è partita, nel fortuito caso in cui ritrovaste la vostra patente dovrete comunque distruggerla!

Ottenere di nuovo la patente

In questa fase l’organo di Polizia del vostro Comune o città  verificherà se la patente è duplicabile o no dall’Ufficio Centrale Operativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel caso in cui la vostra patente è duplicabile ,  l’Ufficio Centrale Operativo invierà direttamente la patente tramite posta. I tempi di attesa sono relativamente brevi, quindi se dopo un paio di mesi non avete ancora ricevuto previo posta la patente, informatevi al Comando di Polizia o Carabinieri più vicino.

Quando invece la patente non può essere duplicata dall’Ufficio Operativo, tocca rivolgersi agli Uffici Provinciali del Dipartimento Trasporti Terrestri per richiederne il duplicato, da ottenere o tramite Posta o mediante lo stesso Ufficio Trasporti Terrestri.

E’ da ricordare infine che , se siete cittadini extracomunitari, dovrete presentare anche fotocopia del permesso di soggiorno mentre se intendete delegare un parente o un amico per compiere queste operazioni, dovrete compilare un’apposita delega che verrà presa in considerazione dalle Forze dell’Ordine

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Viaggio e Hotel a Parigi: dalla Torre Eiffel a Disneyland

Programmare una villeggiatura perfetta nella capitale della Francia è molto facile; sarà sufficiente esaminare con attenzione  i siti web adatti e fissare la vacanza dei propri sogni in modo estremamente semplice  e nella agiatezza della propria abitazione. Dovrete soltanto immettere le giornate in cui ipotizzate di trascorrere questa tanto desiderata vacanza e aspettare la disponibilità dell’ hotel e del volo  aereo. Appena sarete atterrati a Parigi, una metropoli dalle infinite sfaccettature, avrete la possibilità di scegliere diverse mete fantastiche  da visitare. Di sicuro il Louvre è una sosta doverosa per gli appassionati di arte, fantastico museo che conserva e tutela la Gioconda di Leonardo Da Vinci. Visitatori che provengono da ogni parte del  mondo si mettono in fila per poterla ammirare e fotografare  in prima persona.

La seconda tappa è ovviamente al Museo d’Orsay, innalzato sulla vecchia stazione nel 1900 in ricorrenza dell’esposizione mondiale di Parigi. Le opere d’arte presenti al suo interno si  mostrano in sequenza e sono un vero incantesimo, resterete senza parole di fronte alle opere presenti, tra queste c’è l’autoritratto di Van Gogh. Traccia di identificazione della capitale francese è la celebre e popolare Torre Eiffel, composta da 18.038 pezzi di lega metallica e completata il 31 marzo 1889. Quest’opera ha suscitato diverse polemiche, è stata addirittura definita lo scheletro di una torre, ma questa continua ad incantare ogni tipologia di turista che non lascia Parigi senza aver fatto una foto con la celebre e simbolica torre Eifell.

Non ci si può scordare della bellissima e inesplicabile  Notre Dame de Paris, desiderata dal Vescovo Sully, fu innalzata recuperando i soldi in tutta Parigi, equipollente di sfarzo e magnificenza è la Reggia di Versailles, fatta nascere dalle brame inaspettate di Luigi XIV, il Re del Sole. Le camere godono il nome dei corpi celesti e si aprono tutte in cerchio alla stanza del trono definita Salone di Apollo. Per i bambini invece l’attrattiva maggiore è la fantomatica Disneyland Paris, il celebre e noto Parco  divertimenti della capitale francese. Esso è veramente suggestivo, tanto da far perdere il fiato. Qui troverete tutti i personaggi Disney che più amate, giostre tematiche e diverse attività ludiche per i bambini.

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Olio extravergine d’oliva: prodotto doc del Sud

Più dell’ambrosia si meriterebbe il titolo di nettare degli dei. Parliamo dell’olio extravergine di oliva, un prodotto di origini antichissime la cui realizzazione è legata alle popolazioni del mar Mediterraneo.

Abbiamo dovuto attendere uno studio americano per conoscere appieno le qualità nutrizionali della dieta mediterranea. È stato infatti Ancel Keys, un biologo e fisiologo americano, a condurre uno dei più grandi studi sull’alimentazione. Si tratta del Seven Countries Study, una ricerca iniziata alla fine degli anni Cinquanta con lo scopo di studiare i legami tra alimentazione e malattie cardiovascolari. Per questo Keys e altri scienziati arruolarono volontari provenienti da sette diversi paesi, Stati Uniti, Olanda, Grecia, Finlandia, Giappone, Italia ed ex Jugoslavia, per studiare le loro abitudini alimentari. Da questo studio la dieta mediterranea cominciò ad ottenere i primi riconoscimenti internazionali fino ad essere dichiarata dall’Unesco, nel 2010, un patrimonio dell’umanità da custodire.

Principe della dieta mediterranea è proprio lui, l’olio extravergine di oliva, che medici e nutrizionisti considerano con parere unanime il migliore tra i grassi alimentari. La presenza di acido oleico e la giusta quantità di grassi saturi e polinsaturi garantisce infatti una vera e propria protezione dal colesterolo. Inoltre la prevalenza di grassi polinsaturi, come nel caso dell’olio d’oliva, permette di superare la razione giornaliera di lipidi raccomandata senza avere conseguenze nel livello del colesterolo.

L’olio extravergine di oliva ha di certo un costo elevato rispetto all’olio di semi ma, è proprio il caso di dirlo, è un piccolo prezzo da pagare se pensiamo all’alto valore nutrizionale. Inoltre la spesa è il risultato di un processo di produzione quasi totalmente manuale e, di conseguenza, più costoso.

Ancel Keys, in seguito ai suoi studi sulla dieta mediterranea, decise di trasferirsi nel sud Italia. Qui, nella località cilentana di Pioppi, terminò i suoi giorni nel 2004 all’età di 101 anni. La prova vivente della salubrità di un’alimentazione equilibrata quale quella mediterranea ha pienamente dimostrato di essere.

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Prenotare un hotel a San Sebastian: cosa scelgo? Hotel da sogno o hotel economico?

In passato San Sebastian era visitata spesso dalla nobiltà spagnola e attualmente nonostante sia diventata maggiormente popolare, è osservata, in ogni modo, come la regione balneare spagnola più signorile e alla moda, con imponenti hotel di lusso come il Maria Cristina e punti vendita di elevata condizione sociale.

In questo posto così chic l’estate è piena di eventi culturali e tanto divertimento, cominciando dalla Semana Grande che coincide con il ferragosto e poi le serate dedicate alla musica come il festival del jazz. In estate i locali sono sempre pieni di gente, specialmente nella parte più vecchia della città. Bande, fuochi artificiali e concerti caratterizzano le strade di San Sebastian durante il periodo estivo.

L’ippodromo , stadi di pelota, il velodromo  etc, sono a disposizione per gli amanti dello sport, la pelota è appunto lo sport basco per eccellenza, è spassoso, svelto che consta nello scagliare verso un muro una palla con una particolare  protezione  di legno attorno alla mano, una specie di guanto, e lanciare, appunto la palla, ad una velocità massima evitando di farla cadere né di farla prendere ad un altro giocatore. Questa città è bella da vivere anche in inverno, durante questo periodo è bello passeggiare comunque sulle spiagge, avvolti da un caldo maglione e una volta tornati in albergo riscaldarsi con dell’ottimo the.

Ma qual è la soluzione migliore per una bella vacanza a San Sebastian, prenotare un albergo di lusso, come suggerisce lo stile della città, o optare per un albergo low cost? Ovviamente la scelta deve essere dettata unicamente dalle vostre disponibilità economiche, ma in ogni caso decidere di optare per il risparmio vi garantirà comunque la possibilità di vivere una vacanza da sogno, dove il personale dell’hotel vi farà sentire a vostro agio e sarete comunque trattati come veri signori. Pur alloggiando in un hotel economico avrete la possibilità di immergervi nella bellezza e nell’ambiente di questa meravigliosa città dei Paesi baschi, che caratterizza la magnificenza della Spagna del nord.

Amerete la penisola iberica più di quanto non lo facciate adesso, resterete estremamente incantati da questa vacanza che sarà per voi veramente speciale e indimenticabile.

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martedì 27 novembre 2012

Acari e polvere: come combatterli in casa

Per quanto possiamo tenere la nostra casa pulita e arieggiarla con regolarità, purtroppo ci sarà sempre polvere che si annida in angoli irraggiungibili o su tessuti e altre superfici dalle quali è difficile rimuoverla completamente. Tutti sappiamo che può essere causa di allergie e fastidi; vediamo quali sono esattamente gli agenti che causano problemi.

La polvere che ricopre le superfici è composta da elementi diversi tra cui gli allergeni, i principali responsabili di allergie e ostruzioni del tratto respiratorio. Queste sostanze sono portate da: acari, insetti, pollini e alcuni tipi di muffe. La loro presenza può acuire sindromi già in essere in soggetti predisposti, ma anche scatenare reazioni allergiche in persone che non ne hanno mai sofferto, che possono fare capolino ad ogni età. Gli effetti di questi agenti patogeni sono vari: vanno dall’arrossamento e alla lacrimazione degli occhi, fino all’asma bronchiale, senza trascurare le reazioni cutanee che possono provocare. Dunque, come difendersi da questi attacchi? E’ necessario mantenere l’ambiente in cui viviamo il più possibile pulito: ciò significa rimuovere la polvere non solo dai mobili e dai pavimenti, ma anche da tende e sofà.

Usare panni e scope e sconsigliato: la fluttuazione di polvere nell’aria renderebbe pressoché vano lo sforzo. Più utile è adoperare elettrodomestici che aspirino scorie e polvere. Uno studio dell’ECARF, Centro Europeo per la Ricerca sulle Allergie, ha dimostrato come questi strumenti riescano ad incorporare fino a sei volte la quantità di polvere catturata da una scopa o un piumino. Dunque, per mantenere un livello di benessere e salubrità della nostra casa dobbiamo utilizzare aspirapolvere elettrici per pavimenti e tessuti e quando possibile cambiare cuscini e materassi nelle nostre camere da letto.

E’  lì che si annidano gli acari e soprattutto che vengono a contatto direttamente con il nostro corpo.  Esistono anche speciali tipi di cuscini e materassi antiallergici, acquistabili nei negozi specializzati.  Mentre per il lavaggio di tende e tessuti è possibile aggiungere al normale detergente degli antibatterici come quelli messi in commercio dalle aziende Amuchina e Napisan.

 

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Hobby: il nuovo passatempo del traforo

È un hobby semplice, antico ma sempre soggetto a nuove interpretazioni ed è per questo che da sempre riesce a catturare nuovi appassionati. Il traforo, o meglio, l’arte del traforo, è l’attività artigianale consistente nella realizzazione di oggetti mediante il ritaglio del legno di spessore sottile eseguito, effettuato seguendo un predeterminato disegno.

La tecnica è semplicissima, basta scomporre un qualunque oggetto in parti disegnate su tavolette di legno di circa 3-5 mm di spessore, ritagliare le parti mediante un seghetto ad arco, assemblare l’oggetto e applicare una finitura. A dispetto della semplicità tecnica, questo hobby vi permetterà di realizzare di tutto, dagli oggetti semplici di uso quotidiano, a riproduzioni in scala di architetture gotiche, cornici barocche e perfino ponti e strutture metalliche.

Per rendersi conto delle potenzialità di tale tecnica, basta fare una semplice ricerca in rete dove potrete trovare blog e siti dedicati curati da appassionati del settore che condividono pareri, tecniche e disegni per realizzare le vostre creazioni. Il traforo è un hobby che non ha bisogno di una grande attrezzatura: un seghetto ad arco a mano, dal costo davvero basso, un set di lame di acciaio di diverso spessore e seghettatura per i diversi tipi di legno da tagliare, qualche morsetto, qualche foglio di carta vetrata di varia grana, le tavole di legno in genere di compensato, colla vinilica e i disegni dell’oggetto che volete realizzare. Se vi appassionerete a questa’attività, l’acquisto di un traforo elettrico vi consentirà di guadagnare tempo e fatica nel ritaglio dei pezzi, guadagnando in precisione e pulizia del taglio. Per i disegni, potete trovarne di veramente belli in rete, anche semplici per i principianti, e magari col tempo, potrete realizzarli da soli, creando così oggetti unici davvero originali.

Di grande fascino poi sono quelli di inizio novecento per oggetti liberty di uso comune come le cornici, vassoi e scatole. Per la finitura degli oggetti ci sono davvero tante soluzioni. Dalla verniciatura con smalto colorato, trasparente, fino alle finiture che in genere si adoperano nel restauro dei mobili. Unici elementi di cui davvero non può farsi a meno sono tanta pazienza, un oggetto può richiedere davvero tante ore di lavoro, e tanta fantasia.

 

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Tom Waits e Vinicio Capossela nelle fotografie di Guido Harari


Guido Harari, classe 1952, è un fotografo e critico musicale italiano. Strana e bella associazione quella di fotografia e musica, due arti che competono a due sensi differenti, vista e udito, e che per questo sembrano condannate a non incontrarsi mai. Diverso è il caso di Harari che ha saputo coniugarle diventando uno dei fotografi più apprezzati da musicisti internazionali che ha immortalato in scatti celebri e per i quali ha realizzato numerose copertine di album.

A partire da venerdì 30 novembre 2012 e fino al 20 gennaio presso la Wall Of Sound Gallery di Alba, saranno esposte al pubblico le fotografie originali del progetto “Vinicio e Tom“. La Wall Of Sound Gallery è uno spazio espositivo voluto dallo stesso Harari nella sua città di adozione e rappresenta la prima e unica galleria italiana che dà spazio alla fotografia e alla musica nello stesso tempo.

La mostra “Vinicio e Tom” accoglie gli scatti realizzati da Harari a due artisti istrionici e di fama mondiale, Tom Waits e Vinicio Capossela. I ritratti di Waits riescono con maestria ad evidenziare la teatralità dell’artista. Celebre è quello in cui il cantautore statunitense passeggia volteggiando in un lungo mantello nero. Come racconta lo stesso Harari nei due volumi fotografici dedicata alla mostra, si tratta di un vero e proprio scatto rubato che descrive, pur nella staticità dell’immagine, il guizzo di follia di Waits che stanco di stare in posa strappò il fondale nero e cominciò a correre portandoselo dietro.

Ugualmente affascinanti sono le fotografie che ritraggono Vinicio Capossela, artista italiano tra i più apprezzati all’estero. Nelle fotografie di Harari vediamo ad esempio un Capossela sognante, su di un pontile circondato dai gabbiani e, nelle foto a colori, il cantautore italiano con tutti i suoi oggetti di scena. L’obiettivo di Harari riesce così a fermare l’immagine dell’esibizionismo volutamente artificioso di questi due artisti ed è quel che accade quando la musica incontra la fotografia.

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Fotografia digitale: modelli e caratteristiche

Oggi è possibile acquistare macchine fotografiche digitali a prezzi accessibili con prestazioni quasi professionali e con un’elevata semplicità di uso. I modelli di macchine digitali, infatti, oggi coprono tutte le esigenze di ingombro, risoluzione, flessibilità, ecc. e soprattutto di prezzo. Superata la scelta iniziale di chi si approccia alla fotografia digitale, ovvero la scelta tra macchine compatte con budget di costo estremamente accessibili o reflex digitali, e per queste ultime tra Canon e Nikon, è possibile entrare nel mondo della fotografia digitale. Le reflex digitali, ovviamente, consentono di avvicinarsi a prestazioni sempre più professionali.

Va però sottolineato che per sperimentare ed aumentare la propria esperienza, al corpo macchina vanno aggiunti obiettivi con caratteristiche particolari, come i grandangoli o i tele, i cui costi sono ancora elevati. Sono anche sul mercato obiettivi compatibili ma ovviamente bisogna fare attenzione sempre alla compatibilità tra corpo macchina e obiettivo, anche all’interno della stessa marca. Ad ogni modo, per iniziare a sperimentare la fotografia digitale basta una macchina con obiettivo standard in genere fornito nel kit base dalle marche produttrici. Possiamo così sperimentare passando dalla modalità automatica a quelle predefinite per panorami, ritratti, scatti in notturna, ecc., oppure possiamo passare alla modalità manuale, sperimentando tempi di scatto, sensibilità della pellicola virtuale, ecc.

In rete sono poi disponibili siti web che offrono la possibilità per gli amanti della fotografia di postare e pubblicare on-line le proprie immagini, ricevendo commenti e consigli su macchine fotografiche, tecniche di scatto. Altri siti propongono tutorial e manuali e e-book, video di comparazione di macchine e tanti altri materiali utili per chi vuole apprendere le basi della fotografia digitale.

Il limite della fotografia digitale, alimentato dal prezzo davvero basso raggiunto oggi dalle unità di memoria esterne, è forse quello di scattare quanto si vuole senza prima considerare che tipo di risultato si vuole ottenere, producendo così una miriade di file nei propri computer. Non resta, quindi, che tenere ordinati i file delle fotografie, per questo oggi sono disponibili software free di archiviazione di immagini, masterizzando ogni tanto su DVD il proprio archivio per non correre il rischio di perderlo e rispolverare di tanto in tanto la vecchia reflex analogica dal fascino non ancora del tutto tramontato, per apprezzarne le fotografie e studiarne le differenze con quelle digitali.

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Come preparare il sapone in casa

È possibile preparare del sapone con ingredienti naturali e le essenze che preferite, senza l’utilizzo della soda. Il procedimento è semplicissimo e, soprattutto, vi permetterà di dare libero spazio alla fantasia e alle vostre preferenze in fatto di profumazioni.

Vi piacerebbe utilizzare un sapone al miele e alla lavanda? O magari un sapone nutriente arricchito con olio di jojoba? Oppure cosa ne pensate di un sapone alla cannella e alle albicocche? Fare il sapone in casa significa, prima di tutto, creare un prodotto che corrisponda ai vostri gusti e alla esigenze della vostra pelle.

Non adoperare la soda vuol dire partire da un sapone già fatto. Per questo potrete utilizzare le rimanenze di vecchie saponette ormai ridotte agli sgoccioli, oppure comprare un sapone naturale in erboristeria. Il sapone va sciolto sul fuoco con l’aggiunta di acqua o concentrato di camomilla oppure semplicemente grattugiato. Nel caso in cui decidiate di sciogliere il sapone, prima che si solidifichi aggiungete gli oli essenziali che preferite e versate il composto in stampi precedentemente preparati. Tenete per 24h in frigorifero e poi per qualche giorno a seccare su di un panno asciutto.

Se invece decidete di grattugiare il sapone, dopo averlo ridotto in scaglie aggiungete dell’olio (olio di mangorle, olio di jojoba, olio di argan o olio di oliva) in modo da renderlo modellabile e, nello stesso tempo, nutriente. Aggiungete oli essenziali, fiori secchi e spezie. Potete decidere di creare un sapone alla lavanda aggiungendo fiori secchi (che trovate in erboristeria) oppure al caffè inserendo chicchi nel composto. Potete aggiungere del cocco in scaglie, uvetta, mandorle o albicocche secche. Insomma, largo alla fantasia!

Una volta decisi gli ingredienti modellate il sapone dando la forma che preferite o inseritelo, dopo averli modellato, in stampini precedentemente preparati. Anche in questo caso i saponi vanno tenuti in frigorifero per 24h e poi fatti seccare per qualche giorno.

Un’idea simpatica consiste nello scegliere la forma (utilizzate formine per biscotti) e impacchettare poi i saponi in carta trasparente con l’aggiunta, magari, di pout-pourri. Un regalo originale, profumato e naturale da mettere sotto l’albero. Amici e parenti ne saranno entusiasti!

 

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Fave: caratteristiche e proprietà nutritive

Il matematico e filosofo Pitagora ne aborriva l’uso, tanto da evitare anche il passaggio tra i campi coltivati. Invece un detto popolare  le considera come un alimento benaugurante. Parliamo delle fave, un legume di origine asiatica o africana, diffusissimo oggi nelle regioni a clima temperato.

La fava è il seme di una pianta chiamata Vicia Faba, conosciuta dall’uomo sin dall’antichità. Esistono difatti testimonianze che consentono la datazione del primo consumo di fave al 3000 a. C.. La caratteristica delle fave è quella di poter essere consumate sia cotte che crude e questo ha consentito che divenissero l’alimento alla base della nutrizione degli uomini sin dall’età del bronzo.

Le fave sono state, nel corso del tempo, uno degli alimenti prediletti dall’uomo. Solo nel Cinquecento, con l’introduzione in Europa dei fagioli, importati dall’America, le fave vennero dimenticate per rimanere invece ancora protagoniste dei pasti degli strati più poveri della popolazione.

Un alimento “povero” dunque, ma ricco di sostanze nutritive. Le fave sono infatti un vero toccasana per la salute grazie alla presenza di fibre, proteine, vitamine e sali minerali. Sono per questo adatte sia ad un’alimentazione vegetariana che per il nutrimento di sportivi e bambini.

Una ricerca di un’università australiana ha di recente dimostrato, inoltre, come le fave siano non solo genericamente un alimento utile per la salute, ma anche una vera e propria “medicina” anticancro. Esami di laboratorio hanno infatti riscontrato come delle particolari sostanze presenti nelle fave siano in grado di agire contro l’aumento delle cellule tumorali. Tali sostanze sono state applicate a cinque diversi tipi di tumore producendo una riduzione delle cellule cancerogene. Lo studio, pubblicato sul British Journal of Nutrition, ha avvalorato le tesi iniziali fornendo un motivo in più per il consumo di questo alimento.

Le fave sono quindi estremamente salutari e, oltre a ciò, a basso contenuto calorico. È consigliabile dunque integrare il consumo di fave in ogni dieta. Non esistono difatti particolari controindicazioni se non per quei soggetti che soffrono di una genetica carenza enzimatica che va sotto il nome di favismo.

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Condomini: in arrivo nuove regole

Dopo l’approvazione alla Camera, la nuova riforma del condominio il 20 novembre 2012 ha ricevuto il via libera del Senato divenendo così legge. Per chi teme di trovarsi impreparato alla prossima riunione condominiale ecco i punti salienti della riforma.

Innanzitutto il punto più discusso e, soprattutto, il più atteso da chi ama gli animali. Secondo la nuova riforma nessun regolamento condominiale potrà impedirvi di ospitare in casa vostra degli animali domestici. Si fa eccezione per regolamenti condominiali contrattuali, che siano stati accettati dall’assemblea all’unanimità.

La nuova riforma legifera anche sull’amministratore la cui presenza deve essere obbligatoria in condomini che abbiano più di otto condòmini. L’amministratore, per divenire tale, deve possedere il diploma e seguire un corso di formazione.

Novità anche nel campo del riscaldamento. Sarà possibile d’ora in poi decidere di rendere indipendente il proprio impianto staccandosi da quello centralizzato. Resta l’obbligo di contribuire ad eventuali spese di manutenzione. Stesso discorso per quanto riguarda le antenne: i condòmini potranno cioè montare impianti singoli per la ricezione.

Se avete intenzione di mutare la destinazione d’uso di un locale è questo il momento giusto. La riforma ha infatti stabilito che l’approvazione dei cambi di destinazione d’uso può avvenire anche solo con i 4/5 dei partecipanti all’assemblea e non più con una decisione all’unanimità.

La legge condominiale fa felici non solo gli animalisti ma anche gli ecologisti e coloro che, in generale, credono in un futuro alimentato ad energia alternativa. La riforma approva infatti la possibilità di apporre impianti fotovoltaici o solari sulle parti comuni ad uso esclusivo senza autorizzazione da parte dell’assemblea.

Inoltre i condòmini potranno richiedere al proprio amministratore la creazione di un sito internet del condominio che garantirà a tutti la possibilità di essere continuamente aggiornati. Ogni condòmino, infine, ha diritto, sempre secondo la nuova legge condominiale, a poter consultare gli atti riguardanti i lavori e, in generale, le attività del condominio.

Insomma, più trasparenza ma, soprattutto, più libertà d’azione che renderanno la vita di condominio meno burrascosa e meglio diretta al benessere comune.
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Sole 24 ore: la classifica delle città più vivibili in Italia

Come si vive in Italia? Quali sono le città più vivibili? Il Sole 24 ore da vent’anni stila una classifica che prende in considerazione la qualità della vita nelle 107 province italiane. In questi giorni il giornale di economia e finanza ha reso nota la classifica del 2012 che vede come protagoniste d’eccellenza molte città del nord. Ecco per voi i dati salienti dello studio.

Innanzitutto i criteri. Il Sole 24 ore si basa su dati statistici che riguardano essenzialmente sei categorie: tenore di vita, affari e lavoro, servizi e ambiente, popolazione, reati e tempo libero.  Per ogni categoria è stata redatta una specifica graduatoria che si fonda su diversi parametri. Per quanto riguarda il tenore di vita Milano guadagna due posizioni e svetta al primo posto seguita da Triste e Belluno. Fanalino di coda Napoli, preceduta solo da Salerno e Bari che perde ben quattordici posizioni. La situazione è diversa per quanto riguarda il settore affari e lavoro. In cima alla lista troviamo infatti una città piemontese, Cuneo, seguita a ruota da Reggio Emilia e Bolzano. Agli ultimi posti Oristano, Agrigento e Reggio Calabria.

Da un punto di vista di protezione ambientale è Bologna ad essere un esempio di eccellenza, seguita da Lucca e Ravenna. Bandiera nera, invece, a Isernia, Vibo Valentia e Crotone, che chiude la lista.

Il settore popolazione mette in conto dati che riguardano la natalità, la densità demografica, le coppie in crisi, la presenza di stranieri e quella di giovani. Al primo posto della classifica troviamo Piacenza e, immediatamente dietro, Siena e Trento. Gli ultimi posti sono occupati, invece, da Cagliari, Medio Campidano e Carbonia Iglesias.

Oristano, Belluno e Crotone sono ai primi posti nella lista che tiene conto del basso indice di piccola criminalità mentre le città meno sicure sono Milano, Prato e Latina, ultima della lista.

L’ultimo settore è quello che riguarda il tempo libero dove vince Rimini seguita da Siena e Bolzano che guadagna ben venti posizioni rispetto all’anno precedente. Agli ultimi posti Crotone, Isernia e Caltanissetta.

La classifica generale sulla qualità della vita vede infine al primo posto Bolzano che, secondo Il Sole 24 ore, è la città italiana in cui si vive meglio. Dietro Bolzano troviamo Siena e Trento mentre agli ultimi posti tre città del sud, Napoli, Caltanissetta e Taranto che perde sette posizioni guadagnandosi il titolo di città italiana con la peggiore qualità della vita.

Un triste primato per le città del sud che continuano ad annaspare in situazioni di degrado di cui diventa sempre più difficile sia stabilire le cause che trovare soluzioni a breve termine.

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lunedì 26 novembre 2012

Nuove tecnologie: la dipendenza da hi-tech

La tecnologia, ormai totalmente padrona delle nostre vite, è il demone e la manna, la maledizione e il dono della nostra società. Tutti gli aspetti della nostra quotidiana ne sono condizionati: trasporto, lavoro, casa, etc. Secondo alcune teorie, essa ci starebbe portando alla spersonalizzazione e all’annichilimento, rendendoci autonomi simili alle macchine da cui dipendiamo. Alcuni la rigettano in toto.

I cosiddetti luddisti, sono contrari alla tecnologia e al suo uso, che condannano come un male. L’origine del termine “luddista” si affaccia al secolo diciannovesimo, in Inghilterra, quando l’operaio Nedd Ludd spezzo, nella fabbrica in cui lavorava, un telaio in segno di protesta. I macchinari erano malvisti perché si pensava che sottraessero occupazione all’uomo. In effetti, molte delle cose che facciamo manualmente potrebbero, in un tempo non molto lontano, essere eseguite tramite una semplice operazione da un computer o un congegno elettronico.

Se la nostra vita è letteralmente telecomandata (dalla finestra, al televisore, dal condizionatore allo stereo) in un prossimo futuro potrebbe essere totalmente automatizzata. Chi non ha oggi un computer, un telefono ultra tecnologico in grado di effettuare chiamate, mandare messaggi, e connettersi ad internet con sofisticate app. Anche le auto che usiamo sono sempre più veloci, accessoriate: solo con il suono della voce si può abbassare un finestrino, cambiare canale alla radio, regolare la temperatura. Tutte agevolazioni che consentono di guidare in tutta sicurezza e se proprio si vuol usare il cellulare si può utilizzare il modernissimo auricolare senza fili.

I computer che usiamo a lavoro diventano sempre più sottili, veloci, compatti. E se vogliamo lasciare a casa l’amato pc possiamo sempre usare un tablet e consultare l’app che ci segnala le variazioni meteorologiche, quella che ci guida tramite il navigatore satellitare oppure quella dell’oroscopo.  Ci sono però deghi piccoli inconvenienti. Dimenticare il caricabatteria del proprio smartphone o del proprio computer significa, in poche parole, essere isolati dalla propria rete di contatti e da proprio lavoro. E se salta l’elettricità? Ogni porta scorrevole, cancello  automatico, ascensore si blocca.

Per non dire della luce, del condizionatore, del modem e di tutta una serie di congegni che ci lasciano. Quali sono però le alternative? La nostra società è abituata, viziata dalla tecnologia, che non sempre è sostenibile. I pannelli fotovoltaici, le auto elettriche però sono un bell’esempio di tecnologia (poiché sono il risultato della ricerca) e di eco sostenibilità. Chi dice che non si può avere tutto?

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Moda: i capi che non tramontano mai

La moda agisce secondo regole a noi sconosciute e imprevedibili. Date via un vecchio cappotto, un paio di scarpe, una blusa o una borsa, convinte che siano ormai non solo passati di moda, ma addirittura, inguardabili. Siete certe  di aver dato via il superfluo e invece, vedete spuntare in vetrina al centro commerciale il vecchio twin set della nonna, le ballerine della zia, il maglione over size della vostra adolescenza.  Sappiate che siete invischiati in un meccanismo senza via d’uscita: i ricorsi della moda e non sarà certo il vostro sano buon senso nel disfarvi delle cose vecchie a impedire alla moda di riprenderle, riutilizzarle, stravolgerle. L’unica difesa che avete è cercare di seguire, interpretare e se possibile, anticipare le tendenze della vecchia matrona lunatica.  Cosa rimpiangerete di aver buttato? Ecco un breve elenco.

Il tailleur Chanel. Giacca e gonna appena sopra il ginocchio, dal taglio inconfondibile, lo stesso che usava Jackie Onassis. Buttato via? Ahia.

Maxi pull. Possiamo chiamarlo maxi pull, o mini dress, o maglia over size, la verità è che quel maglione abbondante dai colori vivaci che mettevamo 15 anni fa con quelli che allora chiamavamo pantacollant, dobbiamo toglierlo dalla naftalina e a abbinarlo ai fuseax, ma stavolta li chiameremo leggins.

Abbiamo forse vendutoin qualche mercatino dell’usato, esasperate dal caos nel baule, la borsa che usava la mamma negli anni settanta, grande a tracolla, nei colori naturali ? Anche in questo caso, avremmo dovuto dare qualche chances al buon gusto materno e non dare frettolosamente via le sue vecchie cose.

Stesso discorso per le grandi bluse in seta a colori sgargianti che andavano tanto di moda nei favolosi Seventy: le rivedrete sulle passerelle, accoppiate a jeans stretch e tacchi altissimi con plateau.

Il chiodo di pelle, anche questo un capo che probabilmente abbiamo dismesso pensando che mai e poi mai avremmo potuto indossarlo senza sentirci ridicole: prepariamoci a rivederlo su un abito dallo stile romantico, leggero e dai colori pastello.

Infine: le spalline. Vi siete disfatte dei rialzi sulle spalle, cuciti sotto ogni camicia, giacca, cappotto, trench negli anni Ottanta? Peccato. Sospirando, ne vedrete diverse aumentare di volume le scarne spalle delle modelle sulle passerelle milanesi o parigine. Annotate sulla nostra agenda di rimandare la pulizia del guardaroba. Chissà che una attenta riflessione, non serva a salvare qualche preziosa gemma delle prossime collezioni. Originale.

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Greenpeace nuova campagna contro il mondo della moda

È di questi giorni l’ultima provocazione di Greenpeace diretta come sempre agli attentatori della salute dell’ambiente. Questa volta a cadere nel mirino della nota associazione ambientalista è il marchio spagnolo Zara specializzato, dal 1975, in abbigliamento per adulti e bambini.

La nuova campagna di Greenpeace denominata Detox è il risultato di uno studio dal titolo “Toxic Threads – The Fashion Big Stitch-Up” che ha visto l’esame di 141 capi d’abbigliamento dei seguenti brand: ZARA, Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blažek, C & A, Diesel, Esprit, Gap, Armani, H&M, Levi, Victoria ‘s Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Vancl.

Gli esami di Greenpeace hanno riscontrato nei capi di alcuni dei marchi sopra citati delle sostanze dannose sia per l’uomo che per l’ambiente. Si tratta di alchilfenoli, ftalati e nonilfenoli etossilati, agenti tossici che a contatto con il corpo possono causare modifiche a livello ormonale.

Greenpeace ha dichiarato di voler iniziare la sua nuova campagna proprio dal marchio Zara perché, tra quelli incriminati, è il più diffuso a livello mondiale. Inoltre nei capi a marchio Zara erano presenti alte quantità di agenti cencerogeni.

La nuova campagna di Greenpeace si sta diffondendo a macchia d’olio sulla rete tramite facebook e twitter. A colpire gli utenti del web sono certamente le immagini, quelle di modelle bellissime con volti deturpati da maschere per l’ossigeno e macchie di sangue. Una delle più significative ritrae il cadavere di una modella con le ali dove i confini del corpo, come nelle scene del crimine, sono delimitati da un gessetto bianco.

Greenpeace chiede a Zara di depurare i propri capi dalle sostanze tossiche entro il 2020. Inoltre la multinazionale deve promettere di informare gli abitanti dei territori ove sono collocate le fabbriche, delle sostanze potenzialmente inquinanti che vengono rilasciate nell’ambiente. Insomma una sorta di autodenuncia che il brand spagnolo potrebbe decidere di sottoscrivere per mettere fine alla campagna diffamatoria.

All’incirca un anno fa nel mirino di Greenpeace era caduta un’altra multinazionale apprezzatissima dai giovani. Parliamo della svedese H&M che, nel giro di qualche ora, accettò di eliminare ogni sostanza potenzialmente nociva dai suoi capi. Gesto che Greenpeace ha apprezzato e che continua a ribadire.

Quel che è certo è che soprattutto i più giovani sono sempre più sensibili alle dinamiche ambientali e mettersi contro un gigante dell’ecologia quale è Greenpeace non è un buon affare. Soprattutto in tempi di crisi.

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Fotovoltaico: che cosa sono gli impianti fotovoltaici

Si parla molto, in tema di energie sostenibili, di sistema fotovoltaico, ma spesso le conoscenze in materia si basano su nozioni intuitive e non su una reale consapevolezza dei metodi di funzionamento di questo sistema.

Un impianto fotovoltaico che genera energia elettrica può essere di due tipi: Grid connect e Ad isola (o stand alone). Il primo comprende dispositivi che dipendono da un rete di distribuzione già esistente e gestita da terzi; il secondo include impianti che utilizzano direttamente l’energia elettrica, poiché non sono connessi ad alcuna rete.

Un impianto Grid connect è composto da diversi componenti.  Campo fotovoltaico, costituito da pannelli disposti a favore della luce solare; inverter: stabilizza l’energia acquisita e dopo, averla convertita corrente alternata e la reimmette in rete; quadristica di protezione, disposta trIa l’inverter e la rete; i cavi di conessione

Un impianto a isola è composto da alcuni degli stessi componenti. Campo fotovoltaico, che accoglie l’energia attraverso moduli fotovoltaici, rivolti verso il sole; regolatore di carica: stabilizza l’energia acquisita all’interno del sistema; batteria di accumulo: può essere costituita da una sola batteria o da più batterie ricaricabili che hanno la funzione di conservare l’energia elettrica incorporata tanto da poter esser fruita da tutti gli apparecchi che ne hanno necessità; inverter: converte la tensione continua in una tensione alternata più elevata.

Il principio è semplice: i pannelli incorporano raggi solari convertendoli in energia elettrica. In Italia sarebbe auspicabile utilizzare sempre di più il sistema fotovoltaico, poiché il nostro paese non ha energia propria, ma deve necessariamente acquistarla all’estero, spendendo ingenti somme. Tuttavia, anche installare questi impianti, ha un costo molto alto. Tra gli altri svantaggi del sistema fotovoltaico c’è la sua intermittenza. In condizioni di cielo variabile, di pioggia e di notte non è possibile incamerare raggi solari e trasformarli in energia. Si tratta della stessa difficoltà che si verifica per lo sfruttamento delle energie eoliche.  Questo aspetto del sistema lo rende difficilmente attuabile come sistema unico di produzione energetica. Anche come sistema di supporto, tuttavia, mostra ancora molti limiti, poiché la domanda di energia rimane sempre elevata.

 

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venerdì 23 novembre 2012

Cosa vedere a Dubai

Quando si parla di Dubai viene subito in mente lo sfarzo, l’eleganza, il petrolio, il benessere, insomma un mondo di lusso sfrenato posseduto solo da chi nel mondo degli affari conta davvero. Eppure se si torna un po’ indietro negli anni, si scopre che questa città ha una doppia anima una che appunto legata alla sua modernità e l’altra invece legata a ciò che era prima. Inizialmente Dubai era una città fatta di abitazioni di pescatori, rifugi di cercatori di pietre preziose, capanne abitate da commercianti e gente semplice. In risposta a questo tipo di strutture oggi compaiono enormi grattacieli, immensi alberghi e se si ha difficoltà di trovare delle zone edificabili basta cementificare pezzi di costa ed ecco spuntare il più sontuoso albergo mai visto. Tutto questo merita di essere visitato soprattutto quando non fa troppo caldo e quando è finito il Ramadan, altrimenti ci si trova in difficoltà per spostarsi, mangiare o fare qualsiasi altra cosa: tra novembre e maggio è il periodo ideale.

Questa città è attraversata da un fiume molto suggestivo che è appunto il Dubai, che è utilizzato per condurre i turisti in gita e visita alla città, fornendo un altro punto di vista, facendo ammirare la parte più antica e quella più moderna. Nella città storica si può visitare il Museo che è posizionato all’interno di una fortezza e che mostra l’evoluzione delle abitudini e degli usi della popolazione e poi ci sono i vari luoghi di culto come la moschea Jumeirah che è aperta anche a chi non è mussulmano.

Infine c’è la zona più appariscente, posta lungo la costa, dove sono stati costruiti famosi alberghi e dove ci sono parecchi centri commerciali. È questa la Nuova Dubai, un’area portuale artificiale caratterizzata da una serie di grattacieli che fanno a gara a quale di esso è il più alto e con la forma più strana. Uno dei più famosi è sicuramente quello a forma di vela il Burj Al Arab che ha un’architettura davvero singolare e se non lo si può raggiungere con l’elicottero allora dovete cercare un taxi che sappia come condurvi lì.



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Ebook e lettura digitale

Siamo abituati a pensare alla lettura di un libro, che sia esso un romanzo, un saggio, un manuale tecnico o una raccolta di poesie, come a un’attività che si svolge in biblioteca, tra file e file di scaffali con  volumi sontuosamente rilegati o a casa, nella nostra poltrona, segando la pagina con una piccola orecchietta sul margine. A sconvolgere i simulacri della nostra immaginazione c’è l’electronic book o EBook.

Si tratta di una versione digitale del testo, che può essere letta dal dispositivo che utilizziamo (tablet, computer, smart phone) attraverso uno speciale software. Oggi qualsiasi genere di libro è disponibile in e book e possiamo acquistarlo on line ad un costo leggermente inferiore a quello offerto dalle librerie.  Leggere in Ebook, non significa visualizzare un testo nella sua versione digitale in pdf, o word, poiché la versione Ebook è praticamente una edizione digitale, con tutte le caratteristiche grafiche e stilistiche che la distinguono.

Il programma che supporta questa versione infatti, riproduce anche la modalità di fruizione del testo cartaceo permettendo di “sfogliare” le pagine virtuali, di aggiungere segnalibri, di sottolineare. E’, di fatti, una altro modo di consumare il testo.  L’edizione elettronica oltre a non avere nulla di meno di quella cartacea, si avvantaggia anche della possibilità di inserire contenuti multimediali (video, animazione)  e sottotesti o inserti, come li chiameremmo secondo il lessico della editoria tradizionale, quali glossari e sottotesti.

Qualsiasi libro può essere acquistato dai siti web che lo distribuiscono on line. In Italia i più cliccati sono Simplicissimus Book Farm,  Edigita e BookRepubblic . La lettura in EBook può presentare però qualche piccola difficoltà. I testi vengono concepiti e realizzati in diversi formati: testuali, di immagini, audio. Ognuno di questi formati deve essere letto mediante un software specifico. Possiamo quindi incappare nel rischio di acquistare un testo prodotto in un formato particolare e non poterlo, infine, leggere. Per  ovviare a questo inconveniente esistono dei convertitori, che però, in qualche caso, possono non convertire interamente il formato.  I programmi più utilizzati sono per la lettura sono:  eReader, Acrobat Digital Edition, Microsoft Reader e Ease Reader.

Siamo abituati a pensare alla lettura di un libro, che sia esso un romanzo, un saggio, un manuale tecnico o una raccolta di poesie, come a un’attività che si svolge in biblioteca, tra file e file di scaffali con  volumi sontuosamente rilegati o a casa, nella nostra poltrona, segando la pagina con una piccola orecchietta sul margine. A sconvolgere i simulacri della nostra immaginazione c’è l’electronic book o EBook. Si tratta di una versione digitale del testo, che può essere letta dal dispositivo che utilizziamo (tablet, computer, smart phone) attraverso uno speciale software.

Oggi qualsiasi genere di libro è disponibile in e book e possiamo acquistarlo on line ad un costo leggermente inferiore a quello offerto dalle librerie.  Leggere in Ebook, non significa visualizzare un testo nella sua versione digitale in pdf, o word, poiché la versione Ebook è praticamente una edizione digitale, con tutte le caratteristiche grafiche e stilistiche che la distinguono. Il programma che supporta questa versione infatti, riproduce anche la modalità di fruizione del testo cartaceo permettendo di “sfogliare” le pagine virtuali, di aggiungere segnalibri, di sottolineare. E’, di fatti, una altro modo di consumare il testo.

L’edizione elettronica oltre a non avere nulla di meno di quella cartacea, si avvantaggia anche della possibilità di inserire contenuti multimediali (video, animazione)  e sottotesti o inserti, come li chiameremmo secondo il lessico della editoria tradizionale, quali glossari e sottotesti. Qualsiasi libro può essere acquistato dai siti web che lo distribuiscono on line. In Italia i più cliccati sono Simplicissimus Book Farm,  Edigita e BookRepubblic . La lettura in EBook può presentare però qualche piccola difficoltà. I testi vengono concepiti e realizzati in diversi formati: testuali, di immagini, audio. Ognuno di questi formati deve essere letto mediante un software specifico. Possiamo quindi incappare nel rischio di acquistare un testo prodotto in un formato particolare e non poterlo, infine, leggere. Per  ovviare a questo inconveniente esistono dei convertitori, che però, in qualche caso, possono non convertire interamente il formato.  I programmi più utilizzati sono per la lettura sono:  eReader, Acrobat Digital Edition, Microsoft Reader e Ease Reader.

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Week end di benessere alle terme

Chi non ha mai pensato di scappare dalla logorante routine quotidiana e passare un week end alle terme? Ebbene sì, le terme rispondono alla moderna idea di relax, risposo e svago. Chi non vorrebbe farsi coccolare con un massaggio, rigenerarsi con una sauna, ammorbidire la propria pelle con una maschera? Qualche tempo fa, i trattamenti termali erano quasi un lusso, appannaggio di pochi fortunati benestanti: oggi invece il regalo più comune e gradito, è il pacchetto completo per un fine settimana alla Spa .

Tra tutti i trattamenti offerti c’è l’imbarazzo della scelta: dermoabrasione, digitopressione, fitoterapia, gommage, mesoterapia e svariati tipi di massaggio tra cui: massaggio con le pietre, idrofisioterapico, messaggio thai, massaggio watsu e shiatsu. Se tutto questo non vi basta allora potreste provare la Vasca di deprivazione sensoriale: si tratta di una vasca schiusa in un luogo appartato, con altri elementi naturali che consente, attraverso l’annullamento dei sensi, di tornare ad uno stato primitivo e originario. C’è anche la Vinoterapia. Attenzione, il nome è ingannevole: non ha nulla a che vedere con sommelier e degustazioni.

Si tratta di un trattamento con prodotti naturali derivati dall’uva, che sonano al corpo grande beneficio.  Il Vital Body System è un trattamento che sfrutta onde a bassa frequenza cui il corpo viene esposto per trattare problemi estetici. Ci sono inoltre molte altre attività che si possono praticare con l’acqua come l’acquaerobica, che prevede esercizio ginnico in acqua. Essendo l’acqua un elemento che trattiene i movimenti del corpo, tale tipo di esercizio è molto tonificante. C’è poi Acqua balancing: in una vasca di acqua calda, da un massaggiatore lavora sul che corpo è attivandone la mobilità, effettua streatching e favorisce una respirazione adeguata. Oppure l’Algoterapia, un trattamento che prevede l’immersione del corpo in una vasca di acqua e alghe che contribuiscono, con le loro proprietà a distendere la pelle e renderla morbida.

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Come essere belle con i rimedi naturali

In natura esistono molteplici erbe che hanno non solo funzione ornamentale o curativa, ma possono essere utilizzate, da chi ne conosce i segreti, anche e soprattutto come rimedi di bellezza. Un buon rimedio naturale affiancato ad un’alimentazione corretta, ad un’attività fisica quotidiana e all’impiego sapiente di cosmetici adatti, può davvero fare miracoli. Conosciamo adesso alcune terapie fitoterapiche mirate che fungono da vero e proprio trattamento benessere.

Se il vostro problema è la cellulite può essere utile acquisire l’abitudine di bere ogni sera prima di andare a dormire un infuso di equiseto che otterrete lasciando riposare 5 grammi della pianta in un 5 dl di acqua bollente.

La cellulite è spesso legata al ristagno dei liquidi. Per favorire la diuresi potreste utilizzare un infuso di ginestra da preparare mettendo 25 grammi di fiori in 1 litro di acqua bollente. Ugualmente efficace è l’infuso di malva che potrete ricavare mettendo a riposare 25 grammi di foglie in 5 dl di acqua bollente.

La malva è un ottimo rimedio anche per la purificazione di pelli grasse. Mettete a bollire 50 grammi di foglie di malva in 1 litro di acqua e bevete 3 tazze di infuso al giorno. Dopo qualche settimana comincerete a notare i risultati. Per l’acne utilizzate invece degli impacchi di edera. Per prepararli mettete a bollire 10 grammi di foglie di edera in 200 grammi d’acqua. Imbevete una garza e applicate nelle zone critiche.

Passiamo adesso ai capelli. Per chi soffre di forfora il rimedio per eccellenza è l’ortica. Dopo aver lavato i capelli utilizzate per il risciacquo un infuso di acqua e ortica che otterrete facendo riposare 100 grammi della pianta in 1 litro di acqua.

Le mani sono spesso il nostro punto debole e la parte del corpo che più di tutte viene trascurata. Concedete alle vostre mani un quarto d’ora di pausa applicando un impacco lenitivo che potrete preparare facilmente facendo bollire nell’acqua le parti più tenere dell’ortica. Imbevete adesso delle garze e applicatele sulle mani. I risultati saranno sorprendenti.

Si tratta di rimedi del tutto naturali che, applicati quotidianamente, possono davvero migliorare la qualità della vita. Perché piacersi è il primo passo per vivere bene anche con gli altri.
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Visitare l’Eurochocolate a Perugia

Perugia oltre ad essere una meravigliosa città della Regione Umbria, che vanta fantastici paesaggi e un enorme patrimonio artistico, culturale e storico, è anche la patria del cioccolato italiano. Chi non ha mai scartato uno squisito Bacio perugina e mentre veniva pervaso dal gusto unico di quel cioccolato fondente e dalla crema di nocciole, leggeva una delle tipiche frasi d’amore che si trovano al suo interno? Ebbene, quel fantastico gioiello al cacao viene proprio da questa stupenda città che ogni anno organizza l’evento più goloso del mondo: l’Eurochocolate.

Nel mese di ottobre di ogni anno, la città di Perugia viene sommersa da turisti che provengono da ogni angolo di Italia per degustare ogni specialità del cioccolato perugino, è possibile camminare tra stand che offrono cioccolato di ogni genere: praline alle nocciole, cremini, cioccolato al latte, bianco, fondente e addirittura il kebeb di cioccolato che viene tagliato a fette e posto all’interno di morbido e profumato pan di spagna. Questa fantastica manifestazione risale al 1994 grazie ad un’idea dell’architetto Eugenio Garducci e da quel giorno c’è stato un crescendo di successo e affluenza di pubblico goloso.

Tra gli stand del cioccolato spunta anche qualche stand dedicato alla degustazione di vini umbri e qualche specialità gastronomica creata con prodotti naturali nati dalle fantastiche e rigogliose terre umbre. Le sculture di cioccolato decorano maggiormente la manifestazione e sono un ulteriore motivo di incanto e stupore specialmente per i bambini che felici come non mai si trovano immersi nel paradiso del cioccolato artigianale. Acquistare qualche specialità artigianale può essere non solo un atto di golosità per rigenerare spirito e corpo ma anche una fantastica idea regalo per le persone più amate e che saranno strafelici di riceverlo e soprattutto di assaporarlo. Oltre alle cioccolaterie artigianali della città troverete ovviamente anche stand dedicati alle più celebri marche di cioccolato italiano, non manca la nestlè oltre alla perugina e la lindt. Insomma decidere di passare un fantastico weekend a Perugia nel mese di ottobre può essere un’idea eccellente per immergersi in un paradiso di gusto e bellezza che accontenterà il palato e lo spirito di grandi e piccini.

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Cosa vedere a Poznan

Poznan è una splendida città polacca che ha una immensa cultura e offre tantissimo divertimento. La maggioranza delle attrattive che affascinano turisti che provengono da ogni parte del mondo, si trovano attorno alla città vecchia, Stare Miasto, soprattutto attorno alla piazza Stary Rynek che da ospitalità al mercato. La stupenda  cattedrale di Poznan è  intitolata ai Santi Pietro e Paolo e risale al X secolo ed è la più vecchia di tutto il paese. Non si possono lasciare da parte le visite a piazza Mickiewic e alla Chiesa Francescana. Ma è la Miedzynarodowe Targi Poznanskie, cioè la fiera di Poznan, a rendere famosa in tutto il mondo questa incantevole città europea.

E’ possibile praticare piacevoli passeggiate  nei dintorni di Poznan, ad esempio è molto rilassante trascorrere una giornata al lago di Malta, il quale è ricco di divertimenti come il mini golf, lo sci nautico ed il parco zoo che sicuramente affascineranno i grandi ma soprattutto i bambini.   Il castello di Poznan  oggi e’ in completa ricostruzione, è previsto l’allestimento di mostre e musei all’interno del castello e quindi questo resterà comunque un punto di affluenza turistica; invece nella parte moderna della città è possibile visitare la  meravigliosa Piazza Conosci, con i suoi edifici e il Teatro Grande.

Da non lasciarsi sfuggire l’imponente opera scultorea alle vittime dello sciopero del 28 Giugno 1956, due colossali croci allacciate e poi la seguente Piazza Mickiewicz. Una visita fondamentale è quella da fare al più bello e caratteristico centro commerciale d’Europa, denominato L’antico birrificio, proprio perché costruito in un’antica fabbrica di birra. Per gli amanti della natura e del relax è ottimale una visita all’Orto Botanico che  è accessibile ai turisti dal mese di maggio a fine ottobre, l’ingresso al giardino è completamente gratuito e nel mese di maggio è tutto completamente fiorito. All’interno è presente anche una biblioteca oltre a vari punti di ristoro.

Questa città è un ottima meta turistica per coloro che vogliono conoscere una delle più belle città dell’Europa dell’est, ricca di colori, abitata da un popolo accogliente e gentile che fa sentire ogni turista a proprio agio. Vivere un soggiorno polacco sarà divertente e indimenticabile per tutta la famiglia.

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Come giocare a poker

Se vi affascinano i giochi di carte ma non sapete giocare, ecco una semplice e breve spiegazione del gioco del Poker. Le regole del Poker si fondano su una scala di valori frazionata per grado di rilevanza ed aderente a unioni vincenti, in questo caso possiamo seguire un ordine crescente; la carta singola (chi tra le carte singole di cui dispone ha quella di valore più alto vince); coppia (due carte del medesimo valore: asso – asso, Q – Q, K – K); doppia coppia (due paia di carte di uguale valore. Tra 2 duplici coppie vince chi ha la coppia più rilevante: K-K e 10-10 è migliore  di J-J e 10-10); tris (tre carte identiche: asso – asso – asso); scala (composta da cinque carte in successione:  9-10-J-Q-K). Nella scala viene data l’ opportunità di premettere l’asso prima del 7 o dopo il K.

Poi c’è il full composto da una coppia di carte di uguale valore e un tris.
Tra due full appare chiaro superiore la combinazione che è dotata di un tris più alto. Nella variante americana a 52 carte il full vince il colore.  Colore (cinque carte di seme uguale: 5 quadri, 5 cuori, 5 picche, 5 fiori). Nel colore non è fondamentale l’ordine ma è importante avere 5 carte dello stesso colore. Poker: 4 carte uguali, ed è da questa combinazione che il gioco prende il suo nome. Ma la combinazione maggiore che è possibile creare è la scala reale cioè una scala normale ma conseguita con 5 carte dello stesso seme. Se, anche se un evento molto raro, si realizzano due scale reali, vince il giocatore che ha la scala reale minore. Vengono assegnate 5 carte a testa e il croupier dirige la partita, a tal punto viene chiesta la combinazione di inizio e si decide una quota introduttiva di apertura.

In un secondo momento viene data la opportunità al giocatore di sostituire fino ad un numero maggiore di 4 carte e si prosegue così fino alla fine del giro. Il giocatore che ha decretato l’apertura iniziale può poi ampliare la puntata iniziale e decidere una nuova quota. Vince chi ha la combinazione più buona ed ha diritto all’intero ammontare del banco.

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Come preparare infusi con le erbe

Siamo abituati a considerare la salvia e il rosmarino come erbe aromatiche per la cucina e spesso dimentichiamo che quasi tutte le piante, che siano alimentari o ornamentali, hanno anche un’azione medicamentosa. Cominciate dunque a guardare con occhi diversi l’angolo verde del vostro balcone o del vostro giardino perché ogni pianta racchiude in sé proprietà benefiche.

Il rosmarino è una pianta molto diffusa nelle zone marittime ed è caratterizzato da fiori di un colore tra l’azzurro e il violetto. Il nome, rosmarinus, pare derivi proprio dal colore dei fiori che ricorda quello del mare. L’impiego terapeutico del rosmarino era chiaro già alla Regina d’Ungheria che grazie a questa pianta affermò di aver ritrovato una seconda giovinezza. L’acqua della Regina d’Ungheria è ancora oggi un elisir di bellezza che si ottiene con una miscela di alcolaturo di lavanda, rosmarino e menta.

Gli effetti benefici del rosmarino riguardano principalmente l’attività digestiva. Un infuso di rosmarino, corroborante e digestivo, si prepara facilmente lasciando riposare 20 foglie della pianta in 1 litro di acqua bollente. La cura prevede di berne due o tre tazze al giorno. Se invece avete bisogno di un buon diuretico potreste preparare un vino a base di rosmarino. Per farlo mettete a macerare per un giorno intero 30 grammi di foglie in un 1 litro di vino bianco. Filtrate e bevetene un bicchierino la mattina e uno la sera.

Come il rosmarino anche la salvia ha effetti terapeutici noti sin dall’antichità. Il nome è una derivazione del termine latino salus che significa, appunto, salute. La salvia si caratterizza per l’avere delle foglie di colore verde-biancastro e fiori violacei che sbocciano nel periodo di maggio-luglio.

Il decotto di salvia è indicato per la disinfezione e cura di piaghe e si ottiene mettendo a bollire 100 grammi di foglie in 500 grammi di acqua. Raffreddato e filtrato va posto sulle piaghe attraverso delle bende. Se invece della salvia volete sfruttare le proprietà digestive optate per un vino da preparare mettendo a macerare per una settimana intera 80 grammi di foglie in 1 litro di marsala. Il marsala aromatizzato alla salvia va bevuto ogni giorno in piccole quantità dopo il pasto principale.

Attraverso questi rimedi naturali e di facile preparazione potrete combattere antipatici fastidi che vi rovinano le giornate. Insomma ogni pianta, anche la più comune, ha un segreto e a noi tocca solo capire quale.

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Come aprire un conto Paypal

In vista dei regali natalizi e, in generale, per effettuare acquisti sulla rete, può essere utile avere un conto online con il quale gestire facilmente i pagamenti. Paypal è uno dei mezzi più utilizzati in quanto consente di ricevere e inviare denaro molto semplicemente e in tutta sicurezza. Avrete notato che nella maggior parte dei siti di vendite, nella sezione pagamenti, vi è anche l’opzione paypal. Se desiderate dunque un’alternativa al contrassegno ecco per voi delle semplici istruzioni che vi introdurranno nel mondo del conto digitale.

Innanzitutto i costi. Aprire un conto paypal non comporta nessuna spesa né commissioni sui pagamenti. Per registrarsi al sito e aprire un conto vi basterà cliccare sulla dicitura “registrati”. A questo punto vi verrà richiesto di scegliere tra un account per privati, riservato a chi utilizza il conto per semplici acquisti, e un conto business, indirizzato invece ai venditori con partita Iva che scelgono di usare paypal come strumento per ricevere pagamenti (in questo caso vi verrà richiesto di inserire dati aziendali).

Cliccate su “inizia ora” e, nella pagina successiva, compilate il form con tutti i dati richiesti. Confermate e il gioco è fatto. Adesso potrete scegliere di collegare una carta di credito o prepagata (anche una postepay) al vostro nuovo conto paypal oppure ricaricarlo tramite bonifico bancario.

Pagare con paypal è semplicissimo. Vi basterà scegliere l’opzione paypal al momento del pagamento e poi limitarvi ad inserire la vostra e-mail e la password. Mentre sugli acquisti non è prevista nessuna commissione, per quanto riguarda le vendite e l’accredito di denaro sul conto è richiesto il pagamento di 0,35 cent a cui aggiungere una tariffa che va dall’1,8% al 3,4% sul totale della vendita.

Inoltre nel caso in cui dobbiate restituire denaro a parenti o amici oppure fare un regalo l’invio del denaro non comporta alcuna commissione (se avviene in Italia). Per farlo vi basterà cliccare su “invia denaro” e inserire l’e-mail collegata al conto paypal del destinatario e l’importo.

Paypal è infine il modo più sicuro per poter vendere ed effettuare acquisti su ebay in quanto consente pagamenti immediati e un sistema di rimborso.

Insomma, un metodo sicuro per i vostri acquisti. E a voi non resta che dedicarvi allo shopping in tutta libertà e sicurezza.

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Arredamento Vintage: le caratteristiche del design vintage

Il design vintage è tornato prepotentemente di moda già da qualche anno. Sedie, elettrodomestici, tavoli e soprattutto lampade che si collocano temporalmente soprattutto nel periodo tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta. Siamo a metà tra l’antiquariato e l’usato: è il grande fascino del modernariato. Fanno bella mostra di se in interni d’autore e in negozi specializzati che ormai si rintracciano non solo in internet, ma anche nelle strade delle nostre città. Si va dai pezzi del design di autore, dai prezzi davvero importanti, agli oggetti di uso comune acquistabili per pochi euro a cui il tempo ha donato un nuovo fascino. Che siano davvero belli, è dimostrato dal fatto che molte ditte produttrici di arredi ed elettrodomestici hanno quasi sempre nelle loro linee pezzi che richiamano per forme e colori il design vintage.

Tra gli oggetti di design vintage, le lampade hanno sicuramente un fascino particolare e possono essere collocati in case arredate davvero in tutti modi, dal classico al contemporaneo, all’high-tech. Trovarle è facile. È possibile trovarle in rete su siti di aste on-line o su siti web specializzati in modernariato e design vintage. Le lampade vintage sono facili da trovare, sono disponibili di tutte le dimensioni, di tutti i tipi (da terra, da scrivania, a sospensione) e, ovviamente, ce ne sono di tutti i prezzi. Il loro prezzo è certamente connesso al loro stato di conservazione e al fatto che siano o meno un pezzo di design d’autore. Ma anche se fossero piuttosto pezzi di arredamento corrente, le lampade vintage hanno comunque un loro fascino particolare.

Se vi appassionerete a questo nuovo hobby non potrete restare indifferenti alle lampade di Castiglioni, Artemide, Sottsass, ecc. Un passatempo davvero appassionante soprattutto se inizierete a frequentare mercatini dell’usato, sempre più frequenti oggi, dove potrete acquistare per pochi euro lampade vintage, magari ammaccate e sverniciate che potrete voi stessi mettere a posto. In molti casi basterà una bella pulita e sostituire le lampadine rotte, ma anche nel caso in cui fosse necessario riverniciare le parti in metallo (magari con colori che stanno bene con il vostro arredamento), cambiare le parti elettriche, lucidare gli ottoni e così via, il risultato non potrà che essere di grande effetto.

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Come rinnovare la carta d’identità

Ogni  cittadino italiano deve avere la carta di identità, un documento che si richiede e si effettua presso il proprio comune di appartenenza e che dal 2011 può essere richiesto a qualsiasi età. Dal giugno del 2008 la carta di identità ha duplicato la sua validità, da 5 a 10 anni. Tale documento è riconosciuto anche in certuni stati esteri mentre in Italia viene rilasciata unicamente a cittadini residenti in un comune italiano anche se stranieri.

Come già accennato, dal 28 giugno del 2008, per esito dell’articolo 31 comma 2 del decreto legislativo 112/2008 trasformato nella legge 133/2008, la durata del documento di identità è stata aumentata fino a 10 anni, appunto per questo le recenti carte d’identità consegnate in seguito a questa data riportano una data di termine aumentata del doppio rispetto alle antecedenti.

Invece per il rinnovo dei documenti rilasciati prima dell’ anno 2008, al momento del rinnovo, non è più necessario rifare il documento ex novo, ma se la carta di identità viene presentata ancora in buono stato e quindi leggibile, basterà solo un timbro di rinnovo che un dipendente del comune apporrà sul retro del documento annesso di nuova data di scadenza. Tale timbro porterà la dicitura “validità prorogata ai sensi dell’art.31 del DL 25/6/2008 n.112 e darà una validità al documento di altri 5 anni. In caso contrario, cioè se il documento dovesse risultare mal ridotto, allora si dovrà procedere con la richiesta di un nuovo documento, occorreranno nuove fototessera e so dovranno pagare 5,42 euro.

Negli ultimi anni, anche se in Italia non è ancora molto diffusa, è nata la carta di identità elettronica, a chi la possiede e deve rinnovarla, viene consegnato un attestato che prova  l’avvenuta protrazione, invece  del comune timbro. La protrazione è legittima solo per i maggiorenni, ma invece per i minori di 15 anni di età resta invariata a 5 anni e 3 anni per i minori di 3 anni di età. Il timbro ha regolarità anche per l’ emigrazione in tutti i 27 Paesi componenti dell’Unione Europea e dell’Area di Schengen e in altri stati stranieri. Non tutti gli Stati accolgono la carta di identità come atto di identificazione, per cui, prima di organizzare un viaggio, è importante tenersi al corrente sui Paesi dove sono in vigore tali limitazioni.

 

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Come avere unghie perfette

Tutte le donne sanno che avere delle mani curate è importante per apparire al meglio. Infatti, se abbiamo unghie scheggiate e residui di smalto daremo sicuramente un’impressione di sciattezza, anche se siamo ben vestite e pettinate. Dunque, se siamo il tipo che si “lavora” nervosamente le unghie con i denti per scaricare l’ansia, dobbiamo, anzitutto, abbandonare questa cattiva abitudine.

Esistono in commercio smalti repellenti che aiutano a tenere le unghie lontano dalla bocca. Se invece notiamo piccole escoriazioni sulla lamina, allora è probabile che le nostre unghie abbiano una micosi. Niente paura, possiamo trattarla con prodotti in vendita in farmacia, ma è comunque necessario che proteggiamo le unghie dalla azione di detersivi o altri tipi di sostanze che possono danneggiarle e ritardarne la guarigione. Se il nostro problema è un colore giallastro, le cause possono essere diverse.

Se siamo delle fumatrici, dobbiamo presto lasciar perdere la sigaretta perché proprio il fumo causa l’ingiallimento dell’unghia. Se invece non abbiamo mai toccato del tabacco, ma abbiamo sempre le unghie laccate, beh allora la causa è proprio l’azione dello smalto che lascia una patina gialla sull’unghia. In questo caso possiamo intervenire con una lima a quattro facce che esfolierà la lamina del suo primo strato, eliminando l’ombra scura e dopo averne strofinato ogni faccia sull’unghia, la renderà liscia.

A questo punto possiamo pensare alla manicure. Dobbiamo, in primo luogo, ammorbidire le mani tenendole per 3 o 4 minuti in acqua tiepida. A questo punto, con una speciale palettina che si acquista in profumeria, dobbiamo rendere omogenea la linea delle cuticole, spingendo l’attaccatura verso l’interno. Possiamo adesso spalmare una crema idratante e passare al lato più divertente della manicure: stendere lo smalto. Scegliamone uno chiaro se abbiamo le unghie corte (ha un effetto allungante), mentre se le nostre unghie sono già lunghe, possiamo permetterci uno smalto scuro. Possiamo scegliere la tonalità in base alla carnagione, ricordandoci che i colori brillanti sono adatti in estate mentre colori opachi e pastello sono più indicati d’inverno.

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