lunedì 26 novembre 2012

Nuove tecnologie: la dipendenza da hi-tech

La tecnologia, ormai totalmente padrona delle nostre vite, è il demone e la manna, la maledizione e il dono della nostra società. Tutti gli aspetti della nostra quotidiana ne sono condizionati: trasporto, lavoro, casa, etc. Secondo alcune teorie, essa ci starebbe portando alla spersonalizzazione e all’annichilimento, rendendoci autonomi simili alle macchine da cui dipendiamo. Alcuni la rigettano in toto.

I cosiddetti luddisti, sono contrari alla tecnologia e al suo uso, che condannano come un male. L’origine del termine “luddista” si affaccia al secolo diciannovesimo, in Inghilterra, quando l’operaio Nedd Ludd spezzo, nella fabbrica in cui lavorava, un telaio in segno di protesta. I macchinari erano malvisti perché si pensava che sottraessero occupazione all’uomo. In effetti, molte delle cose che facciamo manualmente potrebbero, in un tempo non molto lontano, essere eseguite tramite una semplice operazione da un computer o un congegno elettronico.

Se la nostra vita è letteralmente telecomandata (dalla finestra, al televisore, dal condizionatore allo stereo) in un prossimo futuro potrebbe essere totalmente automatizzata. Chi non ha oggi un computer, un telefono ultra tecnologico in grado di effettuare chiamate, mandare messaggi, e connettersi ad internet con sofisticate app. Anche le auto che usiamo sono sempre più veloci, accessoriate: solo con il suono della voce si può abbassare un finestrino, cambiare canale alla radio, regolare la temperatura. Tutte agevolazioni che consentono di guidare in tutta sicurezza e se proprio si vuol usare il cellulare si può utilizzare il modernissimo auricolare senza fili.

I computer che usiamo a lavoro diventano sempre più sottili, veloci, compatti. E se vogliamo lasciare a casa l’amato pc possiamo sempre usare un tablet e consultare l’app che ci segnala le variazioni meteorologiche, quella che ci guida tramite il navigatore satellitare oppure quella dell’oroscopo.  Ci sono però deghi piccoli inconvenienti. Dimenticare il caricabatteria del proprio smartphone o del proprio computer significa, in poche parole, essere isolati dalla propria rete di contatti e da proprio lavoro. E se salta l’elettricità? Ogni porta scorrevole, cancello  automatico, ascensore si blocca.

Per non dire della luce, del condizionatore, del modem e di tutta una serie di congegni che ci lasciano. Quali sono però le alternative? La nostra società è abituata, viziata dalla tecnologia, che non sempre è sostenibile. I pannelli fotovoltaici, le auto elettriche però sono un bell’esempio di tecnologia (poiché sono il risultato della ricerca) e di eco sostenibilità. Chi dice che non si può avere tutto?

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