Il desiderio di mangiare, al di là della fame, è qualcosa che molto spesso trascende dal bisogno fisico di nutrirsi e interessa altri bisogni, psicologici ed emotivi. Possiamo avere un incontrollabile voglia di mangiare in particolari stati di ansia e di depressione, o al contrario accusare un senso di inappetenza e rifiuto del cibo. Per ognuna di quelle che sono vere e proprie patologie c’è una cura. In alcuni casi è bene rivolgersi ad un nutrizionista, ma se in nostri problemi non hanno dimensioni preoccupanti, possiamo affrontarli con un sano training psicologico.
Da dove iniziare? E’ bene sapere, innanzitutto, che alcuni cibi particolarmente grassi o salati possono indurre la produzione di dopamine e quindi aumentare l’appetito proprio quando invece abbiamo rimpinguato le nostre riserve di energie. Questi alimenti aumentano la produzione di endocannabinoidi che inducono un senso di euforia, un po’ come droghe e alcol.
Anche dormire poco può alterare il nostro equilibrio. In primo luogo c’è la tentazione di fare piccoli spuntini se si è in stato di attività, ma non è questa la causa: alterare l’equilibrio del sonno causa uno scompenso ormonale, come dimostrato da alcuni studi, che induce a mangiare di più, consumando alimenti dolci e zuccherosi (torte, caramelle, merendine e cioccolatini). Infine, l’attività fisica aiuta a controllare la fame.
Il senso di appagamento prodotto dallo sport ci fa sentire soddisfatti e non ci fa desiderare di compensare con il cibo. Inoltre, è dimostrato che dopo alcune settimane di attività fisica sale l’ormone della sazietà (ormone della leptina) mentre cala quello della fame (ormone della grelina). Riassumendo: fare attività fisica regolare; bandire dalla tavola alcolici e cibi ricchi di lipidi; curare i nostri stati di ansia, stress e depressione. Questi ultimi sono la principale causa di squilibri chimici nel nostro cervello. Probabilmente, risolvendo i nostri conflitti personali, riusciremo a trovare il giusto equilibrio, tra fame e sazietà, trascendendo il desiderio di gratificazione.
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