martedì 27 novembre 2012

Fave: caratteristiche e proprietà nutritive

Il matematico e filosofo Pitagora ne aborriva l’uso, tanto da evitare anche il passaggio tra i campi coltivati. Invece un detto popolare  le considera come un alimento benaugurante. Parliamo delle fave, un legume di origine asiatica o africana, diffusissimo oggi nelle regioni a clima temperato.

La fava è il seme di una pianta chiamata Vicia Faba, conosciuta dall’uomo sin dall’antichità. Esistono difatti testimonianze che consentono la datazione del primo consumo di fave al 3000 a. C.. La caratteristica delle fave è quella di poter essere consumate sia cotte che crude e questo ha consentito che divenissero l’alimento alla base della nutrizione degli uomini sin dall’età del bronzo.

Le fave sono state, nel corso del tempo, uno degli alimenti prediletti dall’uomo. Solo nel Cinquecento, con l’introduzione in Europa dei fagioli, importati dall’America, le fave vennero dimenticate per rimanere invece ancora protagoniste dei pasti degli strati più poveri della popolazione.

Un alimento “povero” dunque, ma ricco di sostanze nutritive. Le fave sono infatti un vero toccasana per la salute grazie alla presenza di fibre, proteine, vitamine e sali minerali. Sono per questo adatte sia ad un’alimentazione vegetariana che per il nutrimento di sportivi e bambini.

Una ricerca di un’università australiana ha di recente dimostrato, inoltre, come le fave siano non solo genericamente un alimento utile per la salute, ma anche una vera e propria “medicina” anticancro. Esami di laboratorio hanno infatti riscontrato come delle particolari sostanze presenti nelle fave siano in grado di agire contro l’aumento delle cellule tumorali. Tali sostanze sono state applicate a cinque diversi tipi di tumore producendo una riduzione delle cellule cancerogene. Lo studio, pubblicato sul British Journal of Nutrition, ha avvalorato le tesi iniziali fornendo un motivo in più per il consumo di questo alimento.

Le fave sono quindi estremamente salutari e, oltre a ciò, a basso contenuto calorico. È consigliabile dunque integrare il consumo di fave in ogni dieta. Non esistono difatti particolari controindicazioni se non per quei soggetti che soffrono di una genetica carenza enzimatica che va sotto il nome di favismo.

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